Mondragone celebra il Falernum. Al via la prima edizione della “Festa della Vendemmia”

Il Direttore Artistico Pietro Ciriello: " Abbiamo coinvolto artisti importanti e le piu' prestigiose cantine del territorio. Domenica 15 settembre la convention sul Falerno del Massico " Primitivo"

Mondragone. Tutto pronto per la  prima edizione della ” Festa della Vendemmia” che si svolgera’ sabato 14 settembre e domenica 15 settembre 2019 in Viale Margherita e in Piazza Falcone e che avra’ come protagonista indiscusso il Falernum, uno dei vini piu’ antichi del mondo.

L‘evento e’ patrocinato dalla Regione Campania, dal Comune di Mondragone e dall’Associazione Porta di Mare. La Direzione Artistica e’ affidata al Prof. Pietro Ciriello  Artista impegnato da anni nella riqualificazione e nella valorizzazione delle eccellenze culturali, artistiche ed enogastronomiche   e nella promozione turistica del territorio domiziano.

Pietro Ciriello e’ Direttore Artistico del Poc Eventi Citta’ di Mondragone.

La Kermesse prevede    concerti, degustazioni di vino, stand gastronomici, esposizioni di prodotti tipici e dell’artigianato locale .

Anche in questa occasione – spiega il Direttore Artistico Ciriello– saliranno sul palco artisti di grande spessore come Enzo Gragnaniello, Ciro Rigione,Joseph Foll, Mimmo ed Emma Langella coordinati da Benito Panetta e Melarido srls. In piazza si degusteranno le eccellenze vinicole del nostro territorio circondati dalla  suggestiva cornice compresa tra il mare da un lato e il Monte Petrino e il Monte Massico dall’altro  e che vedra’  nella convention sul Vino Falerno il massimo punto dell’evento culturale da noi organizzato”.

La  prima edizione della ” Festa della Vendemmia” di Mondragone si avvale della collaborazione sinergica  fra le piu’ prestigiose cantine della zona del Massico con    le istituzioni e con le associazioni del territorio. Da segnalare anche la partnership dell’Isiss “N.Stefanelli”, che,  guidato dalla neo Dirigente  Prof.ssa Giulia Di Lorenzo,  partecipa a tutto tondo ad una iniziativa culturale finalizzata alla promozione del territorio e alla formazione professionale degli studenti.

Questo il programma della duegiorni della Festa della Vendemmia e del Vino Falerno: sabato 14 settembre si esibira’ Ciro Rigione- domenica 15 settembre si svolgera il live di Mimmo ed Emma, il concerto di Joseph Foll, e, per concludere, il recital di Enzo Gragniello dal titolo ” Lo chiamavano vient’ e’ terra”.

Ma non e’ tutto.

Domenica 15 settembre, alle ore 19.30, presso la sede dell’Associazione ” Porta di Mare” in Viale Margherita, si terra’ la convention sul Falerno del Massico ” Primitivo”.

Il convegno  si aprira’ con i saluti del Dott. Virgilio Pacifico Sindaco del Comune di Mondragone  e della Prof.ssa Giulia Di Lorenzo D.S. dell’Isiss ” N. Stefanelli”.

A seguire gli interventi  del Dott. Pietro Alfieri Agronomo, del Dott. Domenico Lavino Presidente dell’Associazione ” Porta di Mare”, del Dott. Pasquale Sasso Dipartimento di Economia Universita’ della Campania- Forbes Italia, del Geometra Giuseppe Esposito,  della Dott.ssa Elvira Verrengia Responsabile delle Cantine Collefasani, del Dott. Danilo Trabucco Enologo della Cantina Trabucco, del Dott. Antonio Papa Viticultore delle Cantine Papa.

Moderatore dell’evento il Prof. Pietro Ciriello.

Relatore il Dott. Pietro Iadicicco Delegato AIS Provincia di Caserta.

Le conclusioni sono affidate all’Onorevole Giovanni Zannini Consigliere Regionale della Campania.

Questi i partners dell’evento: Collefasani CantineRegina Viarum Produttori di Falerno-  Cantina Trabucco- Gennaro Papa Viticultori –  Coloniali Petrone- Isiss ” N. Stefanelli” di Mondragone.

Quella della vendemmia– continua Pietro Ciriello – e’ una tradizione molto antica e dall’inestimabile valore culturale e antropologico.Va detto, inoltre , che proprio quest’anno la produzione del Falernum  è prevista in aumento tra il 10% e il 20% rispetto al 2018, confermando l’enorme importanza economica che riveste il settore vinicolo sia nel nostro territorio che  nel panorama nazionale e internazionale”.

Brioso, corposo, sofisticato:  queste le caratteristiche del Falerno,  il vino campano più famoso al mondo. È prodotto tipico dell’Ager Falernus, fetta di terra ai piedi del monte Massico che comprende i comuni di Mondragone, Falciano del Massico e Carinola. Un vino nato da una leggenda, cantato da molti poeti dell’antichità, tramandataci di generazione in generazione, tale da esser stato il primo vino nel mondo ad aver avuto la denominazione DOC.

Silio Italico racconta la  leggenda di Falernus e dio Bacco:  “Bacco, sotto mentite spoglie, chiese ospitalità al vecchio Falerno; commosso dalla sua generosità fece nascere sulle pendici del Monte Massico viti lussureggianti”.

Dal sapore molto forte, colore ambrato e bruno, raccomandato con ben 10 anni d’invecchiamento, il Falerno fu apprezzato in ogni dove, sia da solo, che accompagnato dalla mirra che ne esaltava il sapore. Un vino costantemente presente ai banchetti imperiali, tanto da meritarsi l’appellativo di vino degli imperatori.

La nascita del vino Falerno può essere fissata negli ultimi anni del III secolo a.C. Ma solo nella seconda metà del II secolo a.C. il Falerno divenne un prodotto di qualità, grazie alle nuove tecniche enologiche dei romani elaborate dopo la sconfitta di Cartagine. Ed in poco tempo diventò il vino più amato dai romani. In origine, infatti, gli haustores (gli antichi sommeliers) al primo posto vi posizionavano il Caecubus (prodotto nella zona di Latina). Successivamente, a causa delle mutate condizioni climatiche, il Caecubus non si produsse più, ed il Falerno divenne il vino più amato dai Romani.

Talmente pregiato che nel tempo divenne un segno di distinzione sociale. In una scritta ritrovata a Pompei, incisa sul muro di una taberna, sono ancora visibili i prezzi di un bicchiere di Falerno, visibilmente costosi per l’epoca.

Inoltre, vi era un determinato modo di servire il Falerno, differenziandolo da altri vini poco pregiati che invece venivano travasati. Esso veniva versato in anfore a doppia ansa chiamate seriae, con una punta che si conficcava nel pavimento. Potevano contenere dai 180 a 300 litri ed erano impermeabili.

Il Falerno non era un vino per tutti. Esso infatti non era concesso alle persone di classe sociale inferiore e nemmeno alle donne. Ma se per la plebe era una cosa normale (difficile permettersi un bicchiere di Falerno), perché non al gentil sesso?

Nell’antica Roma la donna doveva rispettare alcuni divieti. Uno di questi era quello di non bere vino, in quanto avrebbe potuto lasciarsi andare, parlare troppo, screditare il marito o addirittura compiere tradimento. E per controllare se ella avesse rispettato o meno questa legge, i romani si avvalevano dello ius osculi, ovvero il diritto di baciare la donna di casa. Qualora il sapore delle labbra avesse avuto quello del vino, era prevista una dura punizione: morire a bastonate o di fame rinchiusa per sempre nella propria abitazione.