Violenza contro le Donne. L’Isiss ” Stefanelli” partecipa al Concorso V.E.R.I.

Il Dirigente Scolastico Giulia Di Lorenzo:" Il nostro istituto sta portando avanti un progetto  che mira al "rispetto dei generi " per combattere  la violenza sulle donne , ma anche l'omofobia e il razzismo"

Mondragone. L’ Isiss “N.Stefanelli”, di cui e’ Dirigente Scolastico la Prof.ss Giulia Di Lorenzo, partecipa al Concorso V.E.R.Y – Premio Letterario XII edizione, la cui cerimonia conclusiva si terra’ domenica 15 dicembre nel Teatro Ariston a partire dalle ore 16.30.

L’ Associazione V.E.R.I. ,per l’ anno scolastico 2019/20, infatti,  ha indetto la XII edizione del Premio Letterario  per l’assegnazione di n. 8 borse di studio, di importo pari a €300,00 (trecento/00) ciascuna.

L’ Isiss ” N. Stefanelli” partecipa con l‘elaborato dello studente Pietro Verrillo classe IV A T.

L’associazione V.E.R.I. e’  attiva tra l’altro nel campo delle problematiche inerenti alla condizione delle donne nell’attuale società, con particolare riferimento ad ogni tipologia di violenza. Il premio potrà essere ritirato unicamente dal vincitore ed esclusivamente la sera della premiazione fissata per il 15 dicembre.

Mondragoneha dichiarato il Dirigente Scolastico Giulia Di Lorenzo – si pregia di essere una Citta’ contro la Violenza sulle Donne. E questa e’ una importante responsabilita’ per le istituzioni, per la scuola e per la famiglia. Il nostro istituto sta portando avanti un progetto  che mira al “rispetto dei generi ” per combattere  la violenza sulle donne , ma anche l’omofobia e il razzismo.Perché dinanzi  alla  tragedia del femminicidio, e di tutte le forme di violenza , e’ dai ragazzi che bisogna iniziare”.

 “Se si insegna  la giusta percezione della differenza, se  si riconosce il ruolo dell’ altro sessocontinua Giulia Di Lorenzoallora  e’ chiaro che l’altra persona non sara’ mai considerata inferiore. La scuola perciò ha un compito educativo fondamentale che è quello di promuovere la conoscenza e il rispetto delle differenze di genere all’interno del più generale obiettivo di sviluppo delle competenze emotive ed affettive: una vera e propria alfabetizzazione affettivo-emotiva da sviluppare trasversalmente alle discipline curricolari, che deve diventare parte integrante della formazione delle studentesse e degli studenti lungo tutto il percorso scolastico, dalla scuola dell’infanzia al liceo”.

 

“Le statistiche sulla violenza di genereconclude il DS– ci dicono che non si può più aspettare e che anche la scuola deve dare il suo contributo affinché le giovani generazioni possano costruire una società più giusta in cui il lavoro, la libertà, la dignità, la vita delle donne vengano rispettati”:

Al concorso  V.E.R.I. hanno presentato gli elaborati  sia  gli iscritti al quinquennio della Scuola Secondaria di secondo grado sia gli iscritti al terzo anno della Scuola Secondaria di Primo Grado nell’anno scolastico 2019/20.

La novita‘ e’ che per  l’anno scolastico in corso gli studenti hanno potuto presentare oltre a temi ed elaborati grafici anche composizioni di brani RAP, TRAP e ROCK,  coreografie di danza (su cd/dvd) dal titolo SENZA PAURA.

TRACCE DEGLI ELABORATI

Da 10 anni l ‘Associazione V.E.R.I. bussa alla porta della tua aula e della tua coscienza perché tu sappia che ancora si muore, in Italia e all’estero, per la violenza di genere, femminicidio. L’associazione ti invita, ancora una volta, ad un attento esame di questa piaga vergognosa che tinge di sangue le donne, in genere, le tue coetanee, le tue amiche, le tue conoscenze. Forse potresti replicare che la violenza contro le donne è come un polipo dai 1000 tentacoli difficile da estirpare. V.E.R.I. ti dice che più si parla, più ci si aggiorna su tanti casi quotidiani e più i tentacoli vengono spezzati. Niente è inutile: bisogna sapere e parlare. La  voce di donne chiuse tra mura domestiche deve diventare un boato che scuota le istituzioni, le associazioni, la scuola, il mondo  del lavoro e te, che siedi ancora sicuro/a nei banchi di scuola. V.E.R.I. ti propone un esame attento con l’aiuto dei mass media, dei docenti, delle tue personali esperienze, una sorta di bilancio degli ultimi 10 anni di violenze sulle donne in Italia.

Per l’Associazione V.E.R.I il 15 dicembre  è un giorno importante: in primo luogo perché ricorre il compleanno di Veronica Abbate, quest’anno avrebbe compiuto trentatre’ anni; poi perché per l’Associazione V.E.R.I.  l’evento del 15 dicembre rappresenta l’occasione di condividere il lavoro svolto nell’arco dell’anno , di condividere i passi fatti insieme ai  i traguardi raggiunti e  ai  nuovi obiettivi da perseguire.

Veronica Abbate, giovane donna  di Mondragone, fu uccisa 13 anni fa dall’ex fidanzato Mario Beatrice che pose fine al suo sorriso con un colpo di pistola.

All’epoca dei fatti Mario Beatrice aveva 22 anni ed era allievo della Guardia di Finanza. In primo grado, il giovane fu condannato a 30 anni di carcere; poi , successivamente la pena fu ridotta a 22 anni. Ma potrebbe scontare al massimo la meta’ della pena comminatagli. Oggi, Mario Beatrice e’ detenuto nel carcere di Bollate , dal momento che la sua famiglia ha chiesto, ottenendolo, il trasferimento da ogni carcere della Campania.

Presidente honoris causa dell’Associazione V.E.R.I  e’Clementina  Ianniello,mamma di Veronica, che, dopo la morte della figlia, ha deciso di continuare a combattere per salvare la vita di altre donne vittime di femminicidio.

”  Io penso che dobbiamo lavorare ancora tanto per arginare il femminicidiospiega Tina Ianniello–  ma se soltanto adesso abbiamo maturato la consapevolezza e il senso di responsabilita’  per aiutare le tante donne di ogni estrazione sociale, culturale, di ogni età e di ogni etnia che si rivolgono a noi, di incoraggiarle alla denuncia, di dar loro l’opportunità di non dover guardare altrove, di comprendere che siamo dunque investiti di una responsabilità morale prima di tutto, allora noi e voi abbiamo vinto“.

Al fianco dell’Associazione il Vescovo Orazio Piazza, l’Arma dei Carabinieri,le Istituzioni Politiche, dall’ Amministrazione Comunale di Mondragone  fino alla Regione Campania , i dirigenti e i professori tutti delle Scuole di ogni ordine e grado a partire da Mondragone, Sessa Aurunca, Teano, Cellole, Castel Volturno,  ed ancora avvocate, psicologhe, assistenti sociali, operatrici che affrontano con disponibilita’ e delicatezza i vari casi che quotidianamente si presentano  relativi a donne sole o con figli e che, di volta in volta , trovano accoglienza o nella Centro Antiviolenza o nella Casa Rifugio dell’associazione.

Nei primi dieci mesi di quest’anno sono stati 95 in Italia gli omicidi con vittime femminili, quasi uno ogni tre giorni: 80 commessi in ambito familiare/affettivo e 60 all’interno di una relazione di coppia. Nel 2018, le donne uccise erano state 142, una in più dell’anno precedente: in termini relativi l‘anno scorso le vittime femminili hanno raggiunto il valore più alto mai censito in Italia, attestandosi sul 40,3%, a fronte del 35,6% dell’anno precedente.

Dal 2000 a oggi le donne uccise in Italia sono 3.230, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge/partner o ex partner. Sono alcuni dei dati del Rapporto Eures 2019 su “Femminicidio e violenza di genere”, secondo cui a crescere nel 2018 sono soprattutto i femminicidi commessi in ambito familiare/affettivo (+6,3%, da 112 a 119)dove si consuma l’85,1% degli eventi con vittime femminili – ma anche le vittime femminili della criminalità comune (17 nel 2018 rispetto alle 15 dell’anno precedente); diminuiscono invece gli omicidi maturati negli ambiti “di prossimità” (da 13 nel 2017 a 6 nel 2018 le donne uccise da conoscenti, in ambito lavorativo o di vicinato).

Nel Nord la maggior parte dei femminicidi
Il Nord conferma anche nel 2018 la più alta presenza di donne uccise (66, pari al 45% del totale italiano, di cui 56 in famiglia), mentre il 35,2% dei femminicidi si registra al Sud (50 casi, di cui 42 in famiglia) e il 18,3% nelle regioni del Centro (26 casi, di cui 21 in famiglia). A livello regionale, è la Lombardia a registrare anche l’anno scorso il più alto numero di donne uccise (20), seguita dalla Campania (19), dal Piemonte e dal Lazio (rispettivamente 13 e 12).

Triste primato della provincia di Caserta

Tra le province si segnala il dato di Caserta, con 9 vittime femminili, affiancata da Roma (9), cui segue la provincia di Monza Brianza (7 vittime nel 2018 contro le 2 del 2017); 4 le vittime a Milano, a fronte delle 10 del 2016 e delle 7 del 2017. Il principale movente dei femminicidi familiari si conferma quello della gelosia e del possesso (impropriamente definito “passionale“), riscontrato nel 32,8% dei casi; seguono, con ampi scarti, le liti e i dissapori (16%) e il disagio della vittima (15,1%), cui occorre affiancare il 13,4% dei delitti “spiegati” dal disagio mentale dell’autore.