NAPOLI. Il regista e poeta partenopeo Salvatore Nappa a Marrakech ospite della poetessa marocchina Dalila Hiaoui ed altri esponenti dell’arte

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Il regista e poeta partenopeo Salvatore Nappa a Marrakech ospite della poetessa marocchina Dalila Hiaoui ed altri esponenti dell’arte

NAPOLI – “Dove c’è dialogo non tuonano i cannoni” . E’ il sunto che esce fuori dall’incontro tenutosi in Marocco lo scorso 31 Marzo 2018. Un salotto letterario sul ruolo che la cultura ha e dovrebbe avere nel Mondo. L’incontro è stato promosso dalla poetessa marocchina e componente delle Nazioni Unite Dalila Hiaoui, che ha riunito presso il “Museo della natura e dell’arte contemporanea” della magica città di Marrakech le voci più autorevoli della poesia cosiddetta civile, del cinema, del teatro e del romanzo, con il titolo “J’nan Argana” (il paradiso di Argan). Sul palcoscenico del museo della Palmeraie (in proprietà del Dott. Abderrazzak Bencaâbane, che insegna all’Università di Marrakech ed anche il primo creatore di profumi nel mondo arabo musulmano) si sono alternate voci, immagini, riflessioni sulla capacità di promuovere un cambiamento di rotta a un’umanità assopita, silente di fronte ai tanti drammi che viviamo oggi. Una serata speciale nella quale gli interventi dei partecipanti hanno espresso con il loro lavoro la condivisione fraterna e viscerale con l’insofferenza e le ingiustizie che tutti gli uomini nella propria vita provano e, allo stesso tempo, la voglia di superare tale stato tragico al più presto. Vedere l’altro volto delle cose, o meglio non solo il volto apparente, è sempre stato il segreto dell’arte. Tutto questo è stato esplicitato nei diversi interventi dei partecipanti al meeting. I versi delle poesie che i poeti hanno declamato, come pure le immagini del film “Roamer” vincitore di cinque premi internazionali, esprimono, oltre ad un desiderio di pace e di speranza, anche l’ansia della libertà e l’attesa di un futuro migliore. Poesia e cinema d’impegno necessario per accrescere la coscienza di fronte al dramma di gente che viene ad arenarsi sul bagnasciuga di quell’ultimo lembo di terra di cui l’Europa è attestata per difendere il suo privilegio. Si tratta di profughi, del popolo delle barche, di disperati che sfuggono i tormenti dei loro paesi, che si affidano al ricatto di battellieri, che si aggrappano ad un gommone, e che se sopravvivono sono tradotti in quei campi di detenzione che chiamano Centri di permanenza temporanea. Al meeting hanno reso la loro testimonianza il poeta e artista Moumen Abu Youssef Issa, il poeta artista e regista Noureddine Benkirane, la Dott.ssa poetessa Fatna Bendali, la poetessa, traduttrice Souad Touzani che coordina ormai da 2 anni le carovane di solidarietà a favore degli allievi, le donne e gli anziani delle montagne, il procuratore e poeta Moulay Lhassan Balghiti, il maestro poeta e artista Moulay Abdelaziz Tahri, il poeta e romanziere Hisham Fayad, vincitore del premio Scrittori dell’Unione Egiziana (sessione fantascienza) che è venuto a Marrakech, portando un romanzo dal titolo: “Quando l’alba chiede scusa”, mentre l’Italia, e in particolare la città di Napoli era presente nella persona del regista e poeta Salvatore Nappa, che da anni dedica tutte le sue opere letterarie, cinematografiche e teatrali al problema dell’ immigrazione. La serata messa in piedi, dall’instancabile operatrice culturale Dalila Hiaoui, è stata dedicata a tutte le ragazze madri e ai loro figli il cui destino è spesso segnato da lutti e tragedie. Un incontro con una realtà dolente tra le più rilevanti del nostro tempo che ha unito popoli, culture, religioni diverse sotto la bandiera dell’Amore universale.