Papa Francesco: “Non mondanizzare la festa del Natale”

di Marco Natale

Nell’omelia di questa mattina a Casa Santa Marta, Papa Francesco, in occasione del primo lunedì del tempo di avvento ci rivolge un invito concreto: quello di non cadere nella tentazione di dare un significato mondano alla festa del Natale. Le sue parole ci spiegano come vivere, in primis,  il tempo di avvento per essere pronti a vivere pienamente la festa del Natale. Ci sono tre dimensioni – dice il Papa – “passato, presente e futuro” che sono necessarie per “far crescere la fede”.

La nostra fede continua non deve essere una fede abitudinaria perché «quando siamo abituati perdiamo quella forza della fede, quella novità della fede che sempre si rinnova».

Il primo sforzo da compiere è quello della “purificazione della memoria” per ricordare bene che non è nato l’albero di Natale, il quale è sicuramente un bel segno, ma è nato Gesù Cristo. Ma non basta perché dopo bisogna anche “purificare la speranza”», cioè essere veramente pronti all’«incontro definitivo con il Signore» che «tornerà» e ci chiederà: «Com’è andata la tua vita?». «Sarà un incontro personale», si avvia a concludere il Papa, solo “quando Lui tornerà, avremo quell’incontro personale”. Superate le prime due dimensioni ci rimane quella di “purificare la vigilanza”. Dobbiamo essere in grado, cioè ,- conclude –  di prendere prendere «custodia della propria “casa interiore”», «Il nostro Dio, infatti, è il “Dio delle sorprese” e i cristiani dovrebbero scorgere ogni giorno i segni del Padre Celeste, quel suo parlarci nell’oggi».