Partito ricorso al Tar contro la Programmazione ospedaliera in Campania

Ora l'avvocato Labriola si spiega il silenzio di De Luca e la mancata risposta a Zinzi

Avevamo già dato notizia della mancata risposta della Giunta regionale della Campania e del Presidente Vincenzo De Luca su un’interrogazione del Consigliere Giampiero Zinzi, il quale poneva all’attenzione dell’Ente le problematiche scaturite dai nuovi piani sanitari.

L’intervento politico era finalizzato alla richiesta di riconsiderazione degli indirizzi del Piano Regionale di Programmazione della Rete Ospedaliera per la Provincia di Caserta. Si dava atto, per giunta, dell’assoluta necessità di mantenere inalterati i livelli di offerta sanitaria da parte dell’Ospedale di Piedimonte Matese.

In questi giorni, però, è arrivato il colpo di grazia. Ora sembra più chiaro il perché Zinzi non abbia ricevuto risposta, facendo piombare la Regione in un imbarazzante silenzio. L’avvocato Renato Labriola, la scorsa settimana, ha presentato istanza al TAR per conto di più Comuni ospedalizzati dell’Alto casertano.

La programmazione della rete ospedaliera in Campania pare debba essere rivista. L’ospedale civile di Piedimonte Matese appare poco valorizzato e ciò rappresenta un errore da sanare, perché non è per niente giusto indebolire una struttura posta a presidio di aree cittadine interne.

Il Comune di Piedimonte Matese, perciò, propone, in qualità di Comune capofila dei  Comuni di Alife, Baia e Latina, Castel Campagnano, Ciorlano, Fontegreca Gioia Sannitica, Letino, Prata Sannita, Pratella, Roccaromana, Vairano Patenora, Raviscanina, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico e Sant’Angelo di Alife, di evitare la declassazione e la conseguente perdita dei livelli minimi di assistenza del Presidio Ospedaliero di Piedimonte Matese.

Per il Presidio di Piedimonte Matese occorre, anziché pensare a un depotenziamento della struttura ospedaliera, “considerare la possibilità di un servizio di elisoccorso – scrive Labriola al Tar – al fine di sopperire ai disagi per la gestione dei traumi e dei percorsi tempodipendenti, data l’orografia e la difficile viabilità“.

Reti ospedaliere anche accanto alla centrale nucleare

Con il nuovo piano per le disposizioni delle reti ospedaliere, i presidi locali della Provincia, anche quelli più vicini al Capoluogo provinciale, vedrebbero una specializzazione diversa per ognuno. Quindi ogni ospedale avrebbe competenze diverse, senza risolvere, ad esempio, l’impraticabilità di alcune località in cui hanno sede i presidi. L’Ospedale nell’area del Matese, a considerevole altitudine (oltre 40 km da Caserta), con strade spesso dissestate lungo il tragitto, resterebbe comunque confermato per la disciplina di Cardiologia con UTIC per la necessaria copertura geografica nell’ambito appunto della Rete IMA.

Se poi si pensa al presidio di Sessa Aurunca con Pronto Soccorso, posto al confine Nord della Regione a meno di 20 Km dalle strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate di Formia (LT) della contigua regione Lazio, sebbene disti meno di 30 km da Caserta, ne è collegato da una strada provinciale che nel periodo estivo è arteria di notevole transito per il turismo pendolare.

In più questa struttura sarebbe abilitata alla disciplina di Oncologia. E qui viene il bello: l’Istanza al Tar palesa la pericolosità del presidio medico per la vicinanza con la dismessa Centrale Nucleare del Garigliano non ancora bonificata. “Tale provvedimento – scrive Labriola – penalizza palesemente la struttura ospedaliera” anche per altre problematiche interne alla struttura”.

Tagli a Piedimonte Matese nonostante i pareri contrari

Per la Direzione Regionale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale della Campania, rispetto all’istanza di deroga dei punti nascita, questione centrale del prossimo dibattimento al TAR, “la situazione orografica del territorio dell’Alto Casertano non consente tempi d’interventi tempestivi, l’Ospedale di Piedimonte Matese costituisce l’unico centro di riferimento di questa vasta area montana. Soprattutto nei periodi autunnali ed invernali il trasporto delle partorienti residenti in queste zone risulta molto pericoloso e deve essere ridotto al minimo indispensabile per evitare seri danni a gravida e nascituro “.

La gestione delle emergenze in Regione Campania è garantita dal servizio 118 che prevede la presenza di quattro ambulanze, di cui due medicalizzate, allocate rispettivamente presso l’Ospedale di Piedimonte e Caianello e due demedicalizzate situate invece a Roccaromana e Roccamonfina.

Ora – scrive infine l’avvocato Renato Labriola – non si comprende con quale criterio logico sotteso alla salvaguardia di un interesse pubblico… il Commissario ad acta (il Presidente Vincenzo De Luca) abbia azzerato un reparto fondamentale quale quello di terapia intensiva quando poi afferma che la situazione orografica del territorio dell’Alto Casertano non consente tempi d’interventi tempestivi, l’Ospedale di Piedimonte Matese costituisce l’unico centro di riferimento di questa vasta area montana”.