Pietro Di Lorenzo: Belvedere di San Leucio a uso e consumo del fondi pubblici. Il Sito borbonico non ancora accreditato Museo

Oggi 4 ottobre sono aperti gratuitamente il Belvedere di San Leucio e il Museo d’Arte Contemporanea. Una iniziativa eccellente finalizzata a promuovere il patrimonio culturale e storico del nostro territorio. Tuttavia sono in pochi a sapere che il sito di San Leucio , a tutt’oggi e, nonostante le reiterate dichiarazioni di intenti, non ha ancora ottenuto, e neppure mai richiesto, il riconoscimento di Museo a interesse regionale.A darci questa notizia è Pietro Di Lorenzo, operatore culturale casertano.” Oggi- dice Pietro Di Lorenzo- tanti parlano di valorizzazione del patrimonio culturale anche ai fini turistici improvvisando possibili soluzioni gestionali. Soprattutto facendo credere che si possa intervenire senza impegnare, soldi, risorse e professionalità. Questi i fatti: il sito di San Leucio non è inserito tra i Musei accreditati dalla Regione Campania ( legge regionale n.12/2005 che recepisce le linee -guida nazionali e internazionali per una efficace gestione museale). In mancanza di questo requisito, il complesso leuciano non beneficia dei contributi regionali. La legge doveva essere rigorosa per la direzione e la scelta di professionalità specifiche nell’ambito dei beni culturali e per l’accreditamento dei siti culturali presso la Regione Campania. Il sito di San Leucio, dunque, non rientra negli standards previsti dalla legge n.12/2005. La sua gestione è affidata al Comune di Caserta , proprietario dell’immobile e proprietario del Museo della Seta ivi allestito. Ma il Comune di Caserta lo ha sempre inserito pertanto, nel settore ” Attività Produttive”. Misteriosamente !!! E’ stato il Commissario Maria Grazia Nicolo’, finalmente, a determinare l’attribuzione delle competenze del sito di San Leucio al settore davvero competente, ovvero al settore ” Cultura”. “La valorizzazione di San Leucio-spiega Pietro Di Lorenzo- finora è stata quasi esclusivamente fondata , slavo pochi eventi davvero di spessore, su occasioni spettacolari spesso piu’ commerciali che culturali.Peraltro, con calendari e programmi resi noti solo pochi giorni prima dell’inizio e quindi incapaci di orientare per tempo la scelta di un visitatore/turista. Si è persa così piu’ di un’occasione ottenendo il solo risultato di vedere presenti come spettatori i residenti a Caserta o nel territorio regionale viciniore.Organizzare un evento in un sito culturale, pero’, non costituisce di per sè azione di valorizzazione, perchè non implica che lo spettatore dell’evento colga a pieno il valore del patrimonio del sito, specie se di quell’evento il monumento è mero contenitore. Prova ne sono gli eventi di grande richiamo organizzati nel Belvedere nel passato. Essi hanno certamente meritoriamente saputo attirare spettatori che, però, non hanno avuto possibilità di conoscere il Monumento Belvedere e il suo straordinario Museo della Seta. Non risulta che, fatta salva la recente programmazione 2015, ci sia stata alcuna occasione di visita serale nel Belvedere in concomitanza dei concerti”. ” Insomma- continua Pietro Di Lorenzo- gli spettatori dell’evento sono andati via certamente soddisfatti dello spettacolo,ma, forse, totalmente o largamente inconsapevoli della storia e della rilevanza del Belvedere. In altri termini, il Belvedere cornice per spettacoli e non spettacoli -strumenti per fare conoscere – e in modo approfondito, non solo come nome !- il nome del Belvedere di San Leucio ! Per svolgere una efficace opera di valorizzazione di un bene culturale simile ritengo indispensabile programmare un’azione sinergica con tutti i portatori di interesse, così da offrire un pacchetto completo ai tour operators nei tempi utili e promuovere l’organizzazione di viaggi e visite”. ” Certamente- osserva Pietro Di Lorenzo- il Belvedere ha un direttore scientifico valido e preparato ‘ purtroppo non messo in condizione di operare perchè il Comune di Caserta non ha mai dotato il Belvedere e il Museo della Seta della pianta organica indispensabile a garantire i servizi minimi richiesti dagli standards della legge regionale 12/2005. Eppure la situazione è molto strana. Nella città di Caserta è attivo il Museo di Arte Contemporanea, riconosciuto di interesse regionale, e sono operative ben 2 Biblioteche, la ” Ruggiero” e la “Tescione”, oltre il Planetario, quest’ultimo affidato ad una associazione temporanea di scopo costituita da Istituto Tecnico “M.Buonarroti”, Istituto Comprensivo ” Vanvitelli” e Istituto Comprensivo “A.Ruggiero”- 3o Circolo. Questo intero pacchetto culturale è sempre stato affidato al settore Cultura e Istruzione del Comune di Caserta. Ma, non si capisce per quale ragione, il Belvedere di San Leucio, mai decollato come Museo, è sempre stato collocato nel settore Attività Produttive di Palazzo Castropignano, zona franca gestita dagli onnipotenti dirigenti e dai vari assessori”. ” Il Belvedere di San Leucio- conclude Pietro Di Lorenzo- è sempre stato utilizzato a uso e consumo dei fondi pubblici”. Forse, è vero: San Leucio rimane, ancora, una splendida utopia.