Napoli ritorna ad essere indipendente e grande
Nel 1734,Carlo di Borbone,a solo 18 anni,divenne Re di Napoli,restituendo al Regno di Napoli,la sua indipendenza. Carlo,grande riformatore,dopo aver capito in che condizioni stava il Regno,creò e stilò un programma di rinnovamento sociale,politico,economico e scolastico. Carlo non pensava solo a rifar tornare Napoli,una capitale illustre,ma si divertiva anche,praticando la caccia. Il luogo preferito da Carlo per poter cacciare,si trovava nei dintorni di Napoli,precisamente nello stato napoletano denominato “Stato di Caserta”. Lo Stato di Caserta era uno stato napoletano formato per lo più,da campagne e piccoli casali(oggi odierne frazioni) e Carlo innamorato di questa bellissima campagna,venne a praticare il suo hobby preferito. Nel 1740,Carlo di Borbone,sfidò la Chiesa di Roma,riammettendo nel Regno la comunità ebraica perchè la riteneva utile alla ripresa economica e con editto liberale,diede agli ebrei,diritti e doveri. Ma Carlo a sette anni dalla riammissione,fu costretto a ritirare l’editto,per via di un pregiudizio anti-semita,che stesso il clero aveva diffuso,sfruttando l’ignoranza del popolo. Nonostante tutto,lui reagì abolendo il tribunale del Sant’Uffizio di Napoli,dove ogni persona non allineata al pensiero del clero,veniva sottoposta ad una feroce inquisizione. Il Re sfidò un’altra volta,la Chiesa di Roma,facendo di Napoli,il cardine della tolleranza e del riformismo sociale e aprendo di fatto una breccia contro l’oscurantismo,opera continuata da Bernardo Tanucci,Ferdinando IV e Gioacchino Murat. Carlo dopo aver aperto lo scontro contro la Chiesa di Roma,volle dare a Napoli un degno monumento che si mostrasse per potenza,grandezza,maestosità. Il progetto che ha in mente non comprende solo la Versailles di Napoli(Reggia di Caserta per motivi provinciali)ma far si che la Versailles di Napoli diventasse il fulcro del nuovo cuore pulsante di Napoli. Nel 1746,gli Inglesi minacciarono di bombardare Napoli e lui in quel momento si convinse che Napoli doveva essere ingrandita verso l’entroterra in modo da tenere il tempo di preparare contrattacchi. Nel 1750,acquistò questo fatiscente “Stato di Caserta”,dal duca Michelangelo Caetani per 390.516(oggetto di forte sconto visto che Michelangelo Caetani si oppose a Carlo di Borbone) e successivamente chiamò Salvi,autore della splendida Fontana di Trevi a Roma,ma per problemi di salute di quest’ultimo,dovette ripiegare su Vanvitelli. Nel 1751,venuto a conoscenza delle intenzione del Re,fece subito un sopralluogo nell’area interessata al progetto e si mise all’opera. Dopo aver ideato e disegnato la Versailles di Napoli,lui ideò e disegnò anche l’Acquedotto Carolino e presentò questi progetti il 22 maggio,dal quale i Sovrani rimasero entusiasti tanto che la Regina di Napoli,Maria Amalia,mai stanca di guardare,osservare e chiedere,con la sua intuizione nel voler far costruire una nuova città che sorgesse attorno alla Versailles di Napoli,aiutò Carlo di Borbone nel suo progetto di estendere Napoli e Vanvitelli non perse tempo nell’idearla e disegnarla. Il Re,volle allestire una grande mostra del progetto,ordinando che questo evento fosse diffuso tra le Corti d’Europa ,in modo da far capire che Napoli era ritornata ad essere grande. Dopo la presentazione del progetto,i Sovrani diedero inizio all’opera e Vanvitelli a novembre del 1751,preso alloggio nel palazzo a Boschetto. Il 20 gennaio 1752,l’architetto Vanvitelli era molto eccitato tanto da non sentire il freddo. Insomma,il sogno di costruire la mitica Versailles di Napoli,crearci attorno la città per estendere Napoli,iniziava.