Pillole di Cultura: Ferdinando Palasciano , il Capuano dimenticato ideatore della Croce Rossa

Ferdinando Palasciano nacque nel 1815 a Capua, capoluogo della Provincia Terra di Lavoro,città che si rese famosa agli occhi del mondo per aver domato l’invincibile Annibale,nemico dei Romani. Dopo il liceo,si iscrisse all’Università di Lettere. A 25 anni lui conseguì tre lauree:Lettere e Filosofia,Veterinaria e Medicina. Lui sognava di essere un medico affermato,di lavorare nell’Ospedale degli Incurabili,ma il tempo non gli fu amico poichè Napoli come tutte le capitale europee era scossa dai moti rivoluzionari. Nel 1846,pubblicò il libro “Guida medica del Soldato” e nel 1848,l’esercito napoletano capeggiato da Carlo Filangieri,andò in Sicilia, a Messina,a fermare l’insurrezione contro il dominio dei Borbone di Napoli a cui fece parte anche il medico militare Ferdinando Palasciano. Durante la spedizione,osservò lo stato di abbandono e di miseria dei feriti,concependo per primo il concetto di neutralità agli individui. Alla fine dell’assedio si commesse vedendo tanti corpi agonizzanti in città,disubbidendo all’ordine imposto dal generale Carlo Filangieri cioè quello di non curare,raccogliere e medicare i nemici caduti in combattimento. Ferdinando Palasciano attua una corsa contro il tempo per raccogliere più feriti possibili,tolse le uniformi nemiche,li vestì di stracci,eseguì bendaggi, medicazioni ed amputazioni con tecniche moderne. Sfinito,si accasciò a terra per riposarti ma non ne ebbe il tempo perchè un plotone napoletano lo arrestò portandolo davanti al tribunale di guerra,dove Carlo Filangieri chiese la pena capitale nonostante Palasciano si difese dicendo: I feriti a qualsiasi esercito appartengono,sono per me sacri e non possono essere considerati nemici,la mia missione di medico è troppo più sacra del dovere del soldato. Non evitò la condanna,era destinato comunque al patibolo,ma nel giorno dell’esecuzione,il Re di Napoli,Ferdinando II di Borbone,intervenne in prima persona,che riconosciuti i valori e i principi con cui si mosse il medico,commutò la pena in un anno di carcere che lo scontò a Reggio Calabria. Durante la sua detenzione,aveva l’incarico di soccorrere i feriti dell’esercito napoletano che le navi trasportavano da Messina. Ed e’ con grande passione che egli corre al porto, incontro a quei poveri feriti, e lavora là senza tregua e riposo. Dopo la scarcerazione,lasciò l’esercito napoletano nel 1850,diventando un chirurgo all’Ospedale degli Incurabili di Napoli. Nel 1852 dopo un terremoto che devasta Melfi,in Basilicata,si prodigò tanto all’assistenza dei feriti,tanto che il Re Ferdinando II,gli mise al collo una medaglia d’oro e nel 1853,presentò un busto meccanico ortopedico di sua invenzione,che gli fruttò una nuova medaglia,datagli in prima persona dal Re Ferdinando II,che non potè fare almeno di esclamare sorridendo:<>. L’ultima volta che si incontrarono fu nel 1859,quando Palasciano già chirurgo di fame europea,venne chiamato insieme con gli altri due fra i più illustri dottori dell’epoca alla Versailles di Napoli,dove il sovrano versava in gravi condizioni. Nel 1861,il Regno delle Due Sicilie cadde e lui potè esporre le sue idee in un congresso internazionale di medicina, svoltosi nell’Accademia Pontaniana di Napoli,organizzato da lui dove riunì le menti che avrebbero dato origine alla Croce Rossa,gettando le basi con un discorso memorabile che fece eco in tutta Europa:
“Bisognerebbe che le potenze belligeranti, nella dichiarazione di guerra riconoscessero reciprocamente il principio della neutralità dei combattenti feriti o gravemente infermi, e che adottassero rispettivamente quello dell’aumento illimitato del personale sanitario durante tutto il tempo della guerra”
Tra il 1862 -1863 curò Giuseppe Garibaldi da cui nacque una profonda e sincera amicizia la cui verità è confermata dalle lettere che si scrivevano. Nel 1865 divenne professore di Clinica chirurgica all’Università di Napoli,dove accorrevano medici ad ascoltare le sue lezioni meravigliati ed ammirati e fu in quel momento che ci stette la consapevolezza di creare un’istituzione sovranazionale,un qualcosa che potesse tutelari i feriti di ogni schieramento durante la guerra:la Croce Rossa. Dopo l’Unità d’Italia, entra in politica con lo scopo di contribuire alle riforme del nuovo Regno d’Italia così diventando deputato,senatore,parlamentare e poi assessore al Comune. Molti esponenti della medicina internazionale cominciarono a muoversi per la creazione della Croce Rossa che scelsero come sede del nuove ente la neutrale Svizzera. Quando la Svizzera chiese ad ogni paese del mondo,di inviare un delegato per firmare la nascita della Croce Rossa,il governo italiano tradì Ferdinando Palasciano,mandando al suo posto,come rappresentanti il dottor Baroffio e il capitano Cottrau. Così nacque la Croce Rossa che però non vide mai la firma del suo fondatore a cui gli venne strappato il proprio nome dai libri di Storia.