Pillole di Cultura . La storia dell’Epifania.

La storia della festa dell’Epifania
L’Epifania è la festa che chiude i giorni natalizi . Infatti un detto popolare dice “L’Epifania porta tutte le feste via”. Ed è una festa molto amata dai bambini, perchè c’è l’attesa di ricevere i doni. L’epifania nel corso dei secoli ha assunto un significato solo prettamente mondano, spodestando quello vero cioè quello religioso. L’Epifania è una festa antica che affonda le radici in Oriente, venendo citata nei documenti di Tito Flavio Clemente d’Alessandria del 150 d.c. in cui si attestano le prime comunità cristiane d’Alessandria, formate dallo gnostico Basilide che fece coincidere la Natività di Cristo con l’Epifania il 15° giorno del mese Tybi dell’antico calendario alessandrino (che corrisponde al 6 gennaio del nostro calendario gregoriano, nato nel 1582), giorno in cui si festeggiava anche la nascita di Eone dalla vergine Kore, con una solenne processione al Nilo, portando l’immagine di un bimbo, per raccogliere acqua che si sarebbe trasformata in vino. Scelsero questa data perchè loro non credevano affatto che Cristo era stato generato dalla stessa sostanza del Padre, ma facevano la distinzione tra Cristo Spirituale e Gesù umano, cioè più precisamente credevano che la materia si identificava con il male quindi con Gesù e lo Spirito con il bene. La differenza è che il primo si sarebbe salvato attraverso Cristo Spirituale mediante un percorso intellettuale, il secondo che era spirituale, non poteva essere umano, quindi non si poteva unire alla materia. In più diffondevano la convinzione che l’incarnazione Cristo-Dio fosse venuta non alla nascita ma al battesimo. Nel 325 d.c. ci fu il Concilio di Nincea, presieduto dall’Imperatore Costantino, che convocò circa 300 vescovi tutti orientali, a sue spese, il quale approvarono dopo una forte discussione, la piena consustanzialità di Cristo, vero Dio, con il Padre e lo Spirito Santo, in cui è generato dal Padre prima di tutti i secoli, incarnato per opera dello Spirito Santo in cui Gesù di Nazareth e poi veramente crocifisso, morto e risorto. Questa formula, smentì la teoria gnostica( secondo la dottrina degli gnostici, dal greco “gnosis” significa “conoscenza”) di Basilide. In seguito la festa dell’Epifania venne adottata da Roma che la diffuse in tutto l’Occidente, che la tramutò nella celebrazione della venuta dei Re Magi, e il papa Leone Magno I ce lo testimonia con i suoi 5 discorsi sull’Epifania, tra i quali ve ne cito due che sono: ” Cristo rivelato dalla stella” e “Le virtù del cristiano”. La Chiesa di Roma (diversamente da quelle d’oriente che facevano cadere al giorno 7 la nascita di Gesù Cristo e il 19 gennaio il giorno dell’Epifania) , volle far cadere la festa dell’Epifania il 6 gennaio, perchè si doveva commemorare la “manifestazione” del Signore attraverso il segno rivelatore dell’adorazione dei Magi a Betlemme, mentre il Battesimo di Gesù, invece, doveva essere separato, e cadere quindi nella domenica immediatamente successiva al 6 gennaio. Quindi nel IV secolo almeno per quanto riguarda l’Occidente si ha la definitiva separazione delle due ricorrenze. In Oriente l’Epifania si festeggia ancora tutt’ora il 19 gennaio perchè seguono il calendario giuliano, a differenza di quello che utilizziamo noi che è quello gregoriano. Nel Vangelo ci sono molti versetti di Isaia, Luca e Matteo che palano dell’arrivo ei Re Magi. Vi cito il discorso del vangelo secondo Matteo:
” Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore
Perchè nell’Epifania, c’è la Befana??
La Befana, è un mitico personaggio che discende da tradizioni pagate divenute col tempo cristiane, assumendo elementi folcloristici e il ruolo della Befana è quello di portare i doni ai bambini in ricordo di quelli offerti dai Re Magi a Gesù Bambino. Attualmente la Befana è una vecchietta, ma anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il Natale, ossia dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio, infatti, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova. La Befana coincide quindi, in certe tradizioni, con la rappresentazione femminile dell’anno vecchio, pronta a sacrificarsi per far rinascere un nuovo periodo di prosperità. Per ultimo vi invito a vedere questo divertente video di Massimo Troisi e il suo rapporto con la befana:
https://www.youtube.com/watch?v=A8yemsAqhhM GIOVANNI RAIMONDO