Pillole di cultura: la storia di San Prisco

S.Prisco è da sempre legata alla presenza del Monte Tifata,il quale testimone dello sviluppo storico,culturale e religioso del territorio capuano. San Prisco prende il nome da un vescovo ,che divenne il primo vescovo di Capua,venuto insieme all’apostolo Pietro per predicare gli insegnamenti cristiani intorno alla via Acquaria che è chiamata così per via dell’acquedotto destinato a fornire acqua all’Antica Capua,voluto da Augusto,primo imperatore di Roma. Prisco venne ucciso dai seguaci della dea tifatina,che sorgeva in Sant’Angelo in Formis,poi distrutta per farci sorgere la basilica benedettiana con decorazioni di scuola bizantina. Una certa Matrona,proveniente dalla Lusitania ritrovò lungo la via Acquaria le ossa del vescovo Prisco e dovette avere il permesso dal Papa che gli venne accettato,di costruire la chiesa in onore di Prisco. Attorno quella chiesa paleocristiana,si forma il casale dell’Antica Capua. Sono presenti la chiesa e il villaggio nella pergamena longobarda del 1020,successivamente è presente in altre due pergamene del Capitolo Capuano nel 1232 e 1236,dove viene descritta la Storia Sacra della Chiesa Metropolitana di Capua. San Prisco fu uno dei più importanti casali di Capua fino all’epoca moderna per la sua importanza storico-religiosa. Sul Monte Tifata fu costruita nel XIII secolo la chiesa di S. Agata dei Goti e poi a S. Nicola che aveva combattuto il culto,le immagini e i templi dedicati alla dea Diana. Duranti gli anni 40 del 500 ci fu una influenza calvinista che diede vita a delle vere e proprie comunità eterodosse,il quale centro propulsore fu l’Antica Capua e il promotore di queste idee riformate in Napoli e Terra di Lavoro fu Lorenzo Romano,che soggiornò a Napoli e nei suoi dintorni. Questo gruppo religioso era composto da notai,sacerdoti,cappellani,contadini,piccoli artigiani,sarti ed muratori. Nel 1552,si registrò una massiccia azione repressiva da parte del governatore capuano e poi dalla stessa Curia Capuana, che con processi,sequestri di beni,riuscì ad avere la meglio sul movimento religioso. Nel 1614 ,per ordine dei Gesuiti venne costruita la fabbrica del monastero di S. Maria di Loreto,successivamente venne edificata una cappella di S. Maria di Loreto sotto l’impulso dei Gesuiti. Nel 1621,Cesare Boccardo,rettore della chiesa parrocchiale di S.Prisco,dichiarò che nell’editto,venne inserita una nuova festa in onore della Madonna di Loreto. Nel 1624 ci fu l’eruzione del Vesuvio che provocò un disastroso terremoto provocando danni anche all’Antica Capua ,Capua Nuova e S.Prisco. Nel 1751,per decreto reale,la cappella divenne laica e doveva essere retta e amministrata dai laici. Nel 1789,ci fu la ristrutturazione al Cappellone della Cappella di S. Maria Loreto,nata nel 1637 per volere degli abitanti di S.Prisco, e nel 1796 vennero rifatte le strade. Nel 1805,ci fu un atro terremoto che danneggiò il patrimonio religioso di S.Prisco,nel 1806 in seguito alle legge emanata da Giuseppe Bonaparte,Re di Napoli,S.Prisco diventa comune autonomo,eleggendo nel 1807 il primo sindaco ,dove il governo del “Decennio Francese” tentò di far istituire l’istruzione pubblica. Dal 1813 fino al 1837 fu istituita la Confraternita dell’Addolorata di S. Maria di Costantinopoli ,che divenne riconosciuta solo nel 1828,per merito del decreto reale,furono compiuti lavori al camposanto dove nel 1823-27 fu costruita la cappella rurale al nuovo camposanto,fu costruita un nuovo ponte,che permetteva di raggiungere altri comuni vicini, e infine le cappelle di Costantinopoli e di Loreto,furono oggetto di ristrutturazione. Nel 1837,cu fu l’epidemia del colera che provocò 187 morti. In questi anni anni,il Comune di S.Prisco attivò le brigate di Gendarmeria insieme alla Guardia Urbana che doveva sorvegliare individui per conto della polizia. Dal 1839 al 1854 venne installato il telegrafo ad asta per comunicare con Capua e Caserta,ci fu il rifacimento della strada che da S. Prisco conduceva a S. Leucio passando per Coccagna. Dopo l’unità d’Italia,furono fatti altri interventi urgenti alle chiese e venne istituita nel 1866 la vaccinazione contro il vaiolo. Nel 1869 assistiamo ad un evento importante della storia di S.Prisco,cioè l’istituzione del primo regolamento della polizia urbana. Nel 1897 in S.Prisco venne fondata la Cassa Rurale dei depositi e prestiti,prima nella provincia di Terra di Lavoro e la seconda in Campania.Nel 1928 viene nominato un’altra volta casale ma dopo la seconda guerra mondiale che ha portato danni,riparati nel 1947 e 1951,riacquistò la sua autonomia diventando di nuovo comune nel 1946.
Infine prima che nascesse S.Prisco,questo territorio era la periferia dell’Antica Capua dove è possibile visitare le Carceri Vecchie che sono un mausoleo della prima età imperiale ,la Fornace Etrusca che serviva alla produzione di tegole piane,il tempio di Giove Tifatino che si trova sulle pendici del Monte Tifata e i resti dell’acquedotto costruito in età augustea.