Pillole di cultura: Sinuessa , la storia della città sommersa

Roma, continuando la sua espansione verso Sud,incontrò il popolo degli Aurunci,che era un popolo che occupava il territorio che va dal Lazio meridionale alla Campania settentrionale,la cui cultura rispetto a quella greca era abbastanza arretrata. Gli Aurunci chiamati anche Ausoni,secondo la letteratura greca,formarono una federazione di 5 città da loro stesso fondate chiamata “pentapoli” che erano:Minturno,Sessa,Aurunca,Vescia e Sinope. Roma durante la seconda guerra sannitica,si scontrò anche con gli Aurunci,che vennero annientati del tutto,di cui delle antiche città non rimase niente e per sancire questo territorio sottomesso a Roma,si costruì la via Appia nel 312 a.c. Nel 304 a.c finì la seconda guerra sannitica che sancì la vittoria di Roma ma nel 298 a.c iniziò la terza. Nel 296 a.c i Romani fondarono Sinuessa dove inizialmente crearono dei presidi militari per difendere il territorio appena conquistato,dalle incursioni dei Sanniti. Dopo la fine della terza guerra sannitica,Sinuessa si iniziò a popolare ma venne scossa dalle guerre puniche tra cui la seconda, dove Annbinale nel 217 a.c secondo Tito Livio,assedia la colonia senza successo,poi vedendosi braccato dalle truppe di Fabio,se ne fugge lungo il Volturno,riattraversa l’Appennino,arrivando ad Apulia(Puglia).Questa distruzione produsse ingenti danni alla popolazione. Dopo la fine della guerra contro Annibale,Sinuessa iniziò a godere di una certa autonomia amministrativa ed un ordinamento modellato su quello di Roma,dove il potere a Sinuessa veniva esercitato da due magistrati,in latino erano detti “praetores”. Sinuessa iniziò ad essere importante con l’incremento delle costruzioni delle case e della produzione di anfore “greco-italiche” che erano dei contenitori dove si deteneva il vino. Le anfore sono la più antica testimonianza di questa attività commerciale. Era un vino di ottima qualità che i Romani lo denominavano “Farlenum” diffondendolo in tutto l’Impero. Nel corso del II secolo a.c, Sinuessa si dotò di nuove infrastrutture in particolare di strade,centuriazioni e quartieri ma dopo un pò Roma frenò lo sviluppo tecnologico,con l’instaurazione dell’economia schiavista,facendo aumentare la disoccupazione. Con il tempo,lo sfruttamento degli schiavi,divenne un’attività commerciale che fruttava ingenti guadagni. I schiavi non avevano diritti,ma solo responsabilità penali,non potevano possedere cose personali e non si potevano neanche sposare e questo fece si che scoppiarono le rivolte tra cui quella di Sinuessa che venne repressa con la forza. Sinuessa in questo secolo d’oro si dotò anche di terme denominate “Acquae Sinuessane”,che nel giro di poco tempo tempo,diventarono rinomate per le sue proprietà curative contro la sterilità, le malattie mentali,l’insonnia,disturbi respiratori e malattie cutanee. La ricchezza della città non si basava solo sulle terme,il vino e le ville volute dall’aristocrazia romana,ma anche a quella dei cereali,degli ulivi e dell’allevamento del bestiame. Questi prodotti fecero la ricchezza dei Sinuessani,dove ogni nave che sbarcava,la loro merce diventava merce di scambio. Un’altra via commerciale era la Via Appia , che facilitava molto gli scambi commerciali,infatti,poco distante dalla Via Appia,vennero costruite le ville oppure impiantate le attività commerciali come per esempio la bottega. Molti cittadini romani,politici,imprenditori,poeti,ricchi commercianti facevano a gare per costruirsi una villa o abitazione in questa città molto rinomata. Tra le tante ricchezze di Sinuessa,c’era anche il grano che era destinato agli Italici ma quello che andava forte insieme al vino e alle terme,era la cerealicoltura intensiva che raggiunse tra il II e I secolo a.c un grado alto di specializzazione ed erano lavorate da “gentes romane” dedite all’agricoltura e al commercio dei prodotti,che avevano delle proprietà nel territorio sinuessano. Le ville a seconda di come erano fatte,rappresentavano un livello culturale ed economico e secondo le fonti,alcune ville furono proprietà di grandi uomini illustri come Cicerone che si suppone,avesse la “Venere Sinuessana”, una statua scolpita dallo scultore greco Prissitele nel IV secolo a.c. Nel I secolo a.c il vino “Farlenum” divenne il migliore tra quelli italici tanto che Cesare dopo i trionfi lo utilizzava nei festeggiamenti insieme ai vini greci ed era prodotto secondo scoperte archeologiche nella località “La Starza” presso ville rustiche che erano aziende agrarie. Fu molto importante il culto della Dea Venere che influenzò la vita della città e nel I secolo d.c Sinuessa città turistica e commerciale,si vide dotare di un’ultima infrastruttura cioè la “Via Domiziana” che l’Imperatore Diocleziano volle rifare e lastricare facendola diventare uno snodo stradale importantissimo che raggiungeva Puteoli(Pozzuoli) ma dal III secolo d.c Sinuessa vive una forte crisi dell’agricoltura e un calo di flusso turistico per via della imminente caduta dell’Impero Romano d’Occidente ad opera dei barbari. La distruzione di Sinuessa non si deve tanto ai barbari che seppur l’hanno saccheggiata,non hanno recato maggior danni di quanto abbia fatte il terribile fenomeno del bradisismo che causò l’abbandono della città da parte della popolazione.