PRESENTAZIONE AL DUEL DEL FILM ANIMAZIONE GATTA CENERENTOLA

Presentazione del film Gatta Cenerentola, al cinema duel di Caserta, il film portato già al festival di Venezia, riguarda la I fiaba del 1652 scritta da Basile e non ha niente a che fare con la favola Disney.

Il lavoro di animazione, spiegano a turno i 4 registi ha impiegato due anni con uno staff di animazione di 15 persone, dopo la sceneggiatura si è passati al doppiaggio.

La colonna sonora è stato l’elemento fondamentale su cui è stata costruita l’animazione.

I personaggi sono adatti ad un pubblico di adolescenti e adulti, l’ambientazione del film è a Napoli.

A livello di tecnologia come sono nati i personaggi?

Sono nati con un programma open source con grafica treD, con programmi scaricati facilmente da internet.

 

 

Nel film ci sono metafore della città, con una nave parcheggiata al porto, in una città in balia di se stessa.

Come è stata l’organizzazione di un film di animazione con quattro registi?

Vedere nel cinema di animazione più registi non è affatto strano, ce  ne sono di solito almeno due con più velleità tecniche. Il film presentato a Venezia nella sezione orizzonti è stato accolto molto bene.

 

 

Il film una favola dark, un po in stile gomorra narra la storia di cenerentola che perde il padre, ucciso subito dopo il suo matrimonio da un camorrista, successivamente adottata dalla sposa rimasta vedova ma che in realtà conosceva l’assassino del marito che aveva pianificato tutto a tavolino.

In questi ultimi anni di produzione cinematografica e televisiva, quando si parla di Napoli si ricorre ormai: lo si fa con toni cupi, assenza di ironia. Napoli però è anche solarità: in Gatta Cenerentola le due anime della città sono, ben presenti, incarnate dal personaggio di Salvatore Lo Giusto, detto O’ Re, commerciante di calzature, in grado di riconoscere la personalità di chiunque osservandone piedi e scarpe, che tradisce  Vittorio Basile (questo nome non è un caso), armatore che sogna di veder prosperare la propria città proiettandola in un futuro migliore, a partire da una nave iper tecnologica, in cui ha deciso di celebrare le nozze con Angelica. Basile non sa però che la sua avvenente e giovane sposa, è in realtà innamorata di O’Re: i due hanno in mente un progetto diverso per lui e per sua figlia Mia, che diventa la serva di Angelica e dei suoi sei figli, cui danno il soprannome di “Gatta Cenerentola”. Uscito di scena Vittorio, alla ragazza non pensa più nessuno, se non Primo Gemito, guardia del corpo e amico dell’armatore, che dopo anni torna alla nave per ritrovare la piccola Mia, ormai cresciuta.