Monumenti stracolmi di turisti. Da stamani file chilometriche di giovani all’ingresso della Reggia di Caserta – così come ogni agriturismo casertano – all’arrembaggio per “un posto al sole” per il pic-nic dedito alla ricorrenza della festa dei lavoratori, consuetudine italiana del “finchè la barca va” che puntualmente è vessillo di una storia che si ripete da tempo – poiché si sa, “le radici profonde non ghiacciano mai”. E’ radicato infatti da tempo la cultura dell’italiano medio del riuscire puntualmente di trovare la forza economica per festeggiare sempre durante i periodi di difficoltà più bui, quasi come se volesse nascondere attraverso il divertimento quella sofferenza intrinseca che attanaglia la vita esistenziale del ‘non-realizzarsi’ soggettiva. Eppure qualcuno oggi ha continuato a lavorare, negli Eurobet o nei locali di ristorazione per guadagnare quello spicciolo in più pur di fare economia che in effetti economia non è, ma piuttosto parrebbe ‘sopravvivenza’. Negli anni passati alcuni sindacati hanno organizzato marce, dibattiti, marce appunto per dar voce a quella schiera di cittadini che nell’impotenza economica si affidano a chi dovrebbe intervenire sulle problematiche esistenziali di ogni piccolo dipendente o imprenditore che avrebbe voglia di dare una svolta tutta italiana alla faccia della mala politica degli ultimi tempi. Invece tutto tace. Sindacati che oggi puntano alla loro rilevanza grazie al maggior numero di iscritti grazie agli immigrati, imprenditori disonesti che ‘spremono il limone’ dipendente fino all’ultima goccia alla beffa di ogni adempimento fiscale e contributivo, politica che non odora più né di destra e né di sinistra ma piuttosto di ‘convenienza’. Qualcuno evoca l’anarchia attraverso le rivolte dei centri sociali, qualcun altro di tutta risposta evocherebbe ‘l’inevocabile’ fascismo che a detta dei nostri nonni avrebbe sistemato le cose una volta per tutte fino all’inglorioso avvento del nazi-fascismo. Eppure una cosa è certa: sembrerebbe che la cosa si ripeta. La storia ancora una volta, per ignoranza o dimenticanza, si ripete. Questa parrebbe la nuova ‘belle epoque’ ove attraverso il divertimento dei nuovi disoccupati viene mascherata e soffocata una sofferenza sociale. Si sta bene perché si vive grazie all’aiuto di genitori o nonni che godono fortunatamente di pensione o stipendio, si sta bene perchè si è nati già nel lusso, ma al contempo si sta male perché tutt’oggi chi è nato italiano medio è ancora alla ricerca di un’occupazione stabile, di un qualcosa che restituisca dignità a chi manterrebbe o almeno vorrebbe crearsi una identità economica e sociale chiamata famiglia. Quasi come un ‘posto nel mondo’ che adesso per lo più mancherebbe a molti giovani che crederebbero ancora nelle proprie forze e nella buona politica che ad oggi ancora non c’è. Si guardi gli attuali partiti che pur di mantenere la propria poltrona ancora non sbrigano accordi per creare un governo atto nella tutela degli interessi degli italiani che li avrebbero votati. Ancora una volta ci troviamo nel caos più totale dove chi votiamo alla fine non si rivela in chi avremmo scelto. Tutto sembrerebbe ancora in balia degli interessi dei ‘potenti’ che costantemente sminuiscono la costituzione basata su un’Italia fondata principalmente sul lavoro. Questo ennesimo primo maggio, sembrerebbe più all’insegna dei disoccupati piuttosto che all’insegna della dignità creata attraverso il lavoro. Sembrerebbe più che altro un invito a riflettere sulle problematiche più che altro etiche della mentalità italiana che da lungo pare pagare il prezzo di una dimenticanza storica chiamata ‘fascismo’ dove una sola persona, a capo del Governo, riuscì in pochi anni a risanare il debito pubblico attraverso il ‘Corporativismo Federale’ basato principalmente su un elemento chiamato ‘autarchia’, il quale ridiede identità, in pochi mesi, ad un tentennante Regno d’Italia all’epoca succube di analoghe problematiche. Ma molti italiani, tutt’oggi, preferirebbero acquistare ancora prodotti fabbricati all’estero attraverso piattaforme internazionali di commercio quali Amazon o Ebay piuttosto che produrre in Italia.