REAL SITO DI SAN LEUCIO E VICENDA FABBRICA ” CONTI 3″: MA LE ISTITUZIONI DOVE SONO ?

di GIOVANNA PAOLINO

Prosegue il nostro viaggio nella vicenda ” Conti3″ srl , l’azienda di Bartolomeo Marco Letizia allocata in Piazza della Seta nel Real Sito di San Leucio.

Il punto  che in questa storia lascia completamente perplessi e’ l’assoluta assenza delle Istituzioni .

Come noto tutto parte dalla istanza che i residenti di San Leucio e di Briano hanno inoltrato al Sindaco di Caserta Carlo Marino, all’Assessore alle Attivita’ Produttive Pietro Riello e al Nucleo Ambientale della Polizia Municipale nella quale si segnalava la presenza di esalazioni nocive in quel di San Leucio da attribuirsi alla fabbrica ” Conti 3″ di Bartolomeo Marco Letizia.

E la telenovela continua con l’appassionata  difesa di Bartolomeo Marco Letizia espressione di ” una libera iniziativa economica privata”  non tutelata dalle Istituzioni.

Alla domanda  di come l’Amministrazione Comunale di Caserta  fosse intervenuta nella questione Bartolomeo Marco Letizia ha risposto : ” Sono in atto rapporti ufficiosi”.

Ma cio’ che ha lasciato sconcertati e’ stata la risposta dell’Assessore alle Attivita’ Produttive  Pietro Riello. ” Sono qui – ha detto – solo per motivi personali in quanto continuamente citato sui giornali per la vicenda della Conti 3″.

Assente , ed in molti lo aspettavano, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Caserta, Camillo Federico, o, quantomeno la sua Consigliera Comunale, Maddalena Corvino.

Ma tant’e’!

Resta l’impegno dei residenti di Briano e di San Leucio e  resta la fattiva collaborazione di Bartolomeo Marco Letizia che ha sospeso sua sponte l’intera attivita’ dell’azienda dal 20 dicembre al 5 gennaio per contribuire ad accertare le cause delle esalazioni inquinanti. Resta la volonta’ del Consigliere Donato Tenga e dell’Avvocato Pasquale Napoletano  che si sono impegnati, mettendoci la faccia, per cercare di comprendere quale sia la fonte delle esalazioni inquinanti.

La puzza c’e’ . E su questo, almeno, sono tutti d’accordo.

” In certi giorni – ha detto Vincenzo Sepe amministratore di Conti3- sembra di trovarsi sull’asse mediano nei pressi di Casal di Principe”.

In realta’ quello che sta accadendo e’ una brutta vicenda di superficiale gestione della cosa pubblica nella quale  pare  che i residenti e l’azienda ” Conti 3 ” siano costretti a trovare da soli le prove di uno scempio ambientale che, comunque, esiste e sul quale dovrebbero immediatamente intervenire amministrazioni comunali,  forze dell’ordine e  magistratura.

Una sorta di autotutela dei cittadini  e dell’imprenditore Letizia nella quale non compare lo Stato.

Il nostro viaggio all’interno della ” Conti 3″ ci ha portato anche ad appurare altri aspetti di una vicenda nella quale le Istituzioni escono  in ogni caso perdenti.

Ad esempio , non si comprende come mai la fabbrica , pur avendo chiesto in data 10/06/2016  alla Regione Campania le autorizzazioni per  svolgere l’attivita’ imprenditoriale , le abbia ricevute in data 21 /12 / 2016 , ovvero all’indomani dell’accesso dell’Arpac e del Nucleo Ambientale della Polizia Municipale .

Si ricorda, invece,  che la Regione Campania ha un termine di 45 giorni dalla richiesta per concedere le previste autorizzazioni.

I vertici dell’azienda, poi, hanno lamentato la violazione della privacy nel fatto che sia stato divulgato l’esito del verbale di accesso dell’Arpac e del Nucleo Ambientale della Polizia Municipale.

La verita’ che emerge e’ molto semplice : cittadini e imprenditore son stati lasciati da soli, ancora una volta, in un problema che coinvolge degrado ambientale, tutela del lavoro, promozione del territorio

” L’azienda Conti 3- ha spiegato Antonio Arricale responsabile della comunicazione – si e’ insediata in un sito Unesco e, pertanto, si e’ posta, fin dal primo momento , il problema della compatibilita’ ambientale”.

L’azienda , dunque, si  qualifica come fabbrica pilota rispetto ad un progetto innovativo che prevede una notevole riduzione dell’inquinamento. Sono i 51 i dipendenti di questa fabbrica.

” Forse – ha aggiunto Antonio Arricale – era piu’ inquinante la produzione serica precedente “.

Tra i manufatti industriali  per automobili prodotti dalla Conti 3 di San Leucio vi sono contenitori che si sostituiscono ad un imballo di legno e cartone e  che vengono utilizzati per abbattere i costi dei trasporti, i risparmi energetici e per ridurre l’impatto ambientale. I vecchi contenitori, invece, erano aperti e fissi.

” Questi contenitori – spiega Bartolomeo Marco Letizia – si compattano arrivando ad una dimensione di 10 cm . Sono riciclabili con un valore finale interamente macinato . Esportiamo in tutto il mondo dall’Europa al Brasile fino al Nord America . I nostri impianti sono nuovi di zecca  e le nostre tecnologie innovative”.

La produzione, inoltre, avviene senza fusione o combustione.

” I dipendenti – continua  Letizia – lavorano in un sistema di perenne sicurezza. E’ come se tutta la produzione venisse cotta al forno”

Il ciclo di produzione si conclude con una cappa di aspirazione che aspira mq di vapori  superiori di molto a quelli prescritti pari a 8mila mq all’ora.

” Le emissioni – ha detto Bartolomeo Marco Letizia – non hanno contenuto chimico. Nel vapore non esiste residuo plastico”.

A questo punto la conclusione e’ solo una : se l’azienda Conti 3 non e’ responsabile delle esalazioni inquinanti , chi o cosa e’ davvero responsabile dello scempio ambientale a San Leucio?

E soprattutto : quando le Istituzioni decideranno di intervenire fattivamente  per affermare i principi sacrosanti dello Stato di Diritto nella nostra bellissima terra  ” amata da Dio e calpestata dagli uomini”?