RECALE, Biodigestore di Ponteselice. La parola al Sindaco PATRIZIA VESTINI : ” Giusta la battaglia di De Luca ma in questa vicenda mancano criteri univoci “. Oggi la Commissione Consiliare Biodigestore incontra associazioni e comitati

di GIOVANNA PAOLINO

” Sembra che il Comune di Caserta non abbia la titolarita’ di una parte del terreno sul quale dovrebbe essere istallato il biodigestore di Ponteselice “.

Queste le parole di Patrizia Vestini, Sindaco di Recale , il cui Consiglio Comunale ha votato contro la realizzazione dell’impianto a Ponteselice , che ha partecipato all’audizione  in Regione Campania con l’Assessore Fuvio Bonavitacola , proprio sul tema dell’impianto,  e che ha preso parte alla marcia di sabato 13 maggio 2017 insieme con i colleghi Vito Marotta – San Nicola La Strada-, Marco Cicala  – San Marco Evangelista- ,  Roberto Corsale – Casagiove .

Sta di fatto che il Presidente della Regione Campania, Onorevole Vincenzo De  Luca, insiste in modo categorico sulla realizzazione dell’impianto anche se non precisa  espressamente che esso sia istallato a Ponteselice.

”  Il Presidente De  Luca- spiega il Sindaco Vestini – sta conducendo una campagna giusta per i biodigestori : e’ necessario chiudere il ciclo dei rifiuti sul nostro territorio”.

Costi di trasporto e smaltimento fuori regione esorbitanti, ritardi faraonici nella costruzione degli impianti, sanzioni milionarie a carico dei contribuenti più tassati d’Italia. La gestione dei rifiuti organici in Campania è un buco nero che ogni anno inghiotte decine di milioni di euro. Nel 2014 ce ne sono voluti poco meno di 100 per spedire a trattamento fuori regione la forsu, frazione organica da rifiuto solido urbano.

Altri 20 milioni se ne sono invece già andati in sanzioni europee, ma la cifra potrebbe raddoppiare a breve.

Curiosamente, 20 sono anche i milioni che occorrono per costruire un biodigestore da 30mila tonnellate, mentre per un impianto di compostaggio di media taglia ce ne vogliono appena 10. In Campania, però, non se ne costruiscono.

Così, senza impianti, le buone pratiche di raccolta stentano a tradursi in benefici ambientali ed economici per la collettività. E i soldi, quelli della quarta tassa rifiuti più alta d’Italia (stime Confartigianato), finiscono in buona parte nel pozzo senza fondo dei trasporti fuori regione. A vantaggio dei soliti noti.

” Restano da chiarire , invece, due punti  – continua  Patrizia Vestini –  sui quali l’opinione pubblica e  i movimenti di massa di questi giorni non si soffermano  : innanzi tutto , la delibera regionale non ha individuato l’area nella quale il biodigestore dovrebbe essere realizzato  e  poi, come dicevamo, l’area di Ponteselice , sulla quale si e’ poi deciso di istallare l’impianto,  non sarebbe di proprieta’ esclusiva del Comune di Caserta, in quanto una parte  di essa e’ di proprieta’ di un privato”.

” Adesso, anche alla luce della risoluzione dei due aspetti sopra indicati , – dice – si tratta di capire se quella  di Ponteselice sia l’unica zona nella quale realizzare il biodigestore “.

Serve, dunque, l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto proprio a Ponteselice , o meglio il parere della Soprintendenza che deve tenere conto  di una serie di fattori , come la valutazione di impatto ambientale e la viabilita’.

Ma non e’ tutto.

La delibera regionale parla di realizzare l’impianto di Ponteselice in una zona definita ”  industriale “, ma , in realta’, non vi sarebbero criteri univoci per  definire tale un’area, anche quella di Ponteselice .

”  Durante l’audizione in Regione – spiega il Sindaco Vestini – ho chiesto chiarimenti in tal senso alla Dott.ssa Mastellone  ma ho ricevuto  risposte vaghe “.

Quali sono , dunque, i parametri per definire industriale una zona sulla quale istallare un impianto rifiuti  come il biodigestore ?

” Il Consiglio Comunale di Recale – afferma Patrizia Vestini – si e’ dichiarato contrario all’impianto proprio per la scelta del Comune di Caserta di allocarlo a Ponteselice area molto vicina alle aree abitate del nostro Comune”.

Nel frattempo , in seno al Consiglio Comunale di Recale e’ stata costituita una Commissione ad hoc , della quale fa parte il Sindaco e che e’ presieduta dal Capogruppo  dell’opposizione consiliare.

La Commissione Biodigestore   si e’ insediata lunedi’ scorso 8 maggio 2017   e i lavori sono iniziati sulla base di una relazione tecnica del Primo Cittadino Patrizia Vestini.

Oggi ,oggi 15 maggio, alle ore 18.00 ,  la Commissione si riunisce  di nuovo allargando il tavolo della partecipazione alle associazioni e ai comitati civici di Recale.

” Il Consiglio Comunale di Recale – conclude Patrizia Vestini – si  e’ espresso contro il biodigestore perche ‘ Ponteselice non puo’ essere considerata una zona industriale considerato l’alta densita’ di popolazione e la immediata vicinanza al centro abitato del Comune”.

Adesso la parola alla Soprintendenza e all’Asi.