Report dell’Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino

Contrasto ai furti in abitazione e controlli da parte dei Carabinieri del Gruppo Forestale

AVELLINO – Non si ferma la controffensiva posta in essere dai Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino per il contrasto ai reati predatori, in particolare ai furti in abitazione. I Carabinieri della Compagnia di Avellino, costantemente impegnati in quella capillare attività di controllo del territorio tesa a garantire sicurezza e rispetto della legalità, hanno posto grande attenzione alla problematica, intensificando i controlli e garantendo la massima presenza di uomini sul territorio, soprattutto durante le ore notturne ed in quelle aree particolarmente colpite dal fenomeno, sia per prevenire i reati predatori che per intervenire con tempestività ed efficacia quando necessario.

Durante l’esecuzione dei servizi di controllo del territorio, i Carabinieri della Stazione di Mercogliano hanno intercettato un uomo che si aggirava con fare sospetto nei pressi di alcune abitazioni. Immediatamente bloccato, si procedeva all’identificazione dello stesso che risultava essere un 35enne di Napoli, con a carico svariati precedenti penali e già gravato dal provvedimento della misura di prevenzione del divieto di ritorno nel comune di Mercogliano. Alla luce delle evidenze emerse, per lo stesso è scattata la denuncia in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria poiché ritenuto responsabile dell’inosservanza del provvedimento.

AVELLINO – Prosegue l’azione dei Carabinieri del Gruppo Forestale di Avellino, costantemente impiegati in servizi di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale di Avellino, finalizzati a garantire sicurezza e rispetto della legalità. In particolare: – i Carabinieri della Stazione Forestale di Summonte hanno deferito alla Procura della Repubblica di Avellino due imprenditori ritenuti responsabili della gestione illecita di materiale di risulta. All’esito di un controllo effettuato ad Ospedaletto d’Alpinolo i Carabinieri rinvenivano nel cassone di un autocarro circa 80 quintali di materiale riferibile a rifiuti prodotti da demolizione edile. Dalle successive verifiche emergeva che tale materiale era riconducibile ad un cantiere di Summonte.

E poiché non risultava alcuna documentazione idonea a giustificare il trasporto dei rifiuti e poiché la ditta non risultava iscritta all’albo dei gestori ambientali, oltre al deferimento in stato di libertà è scattato il sequestro dell’autocarro; i Carabinieri della Stazione Forestale di Sant’Angelo dei Lombardi hanno deferito alla Procura della Repubblica di Avellino: quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, di violazioni in materia edilizia e attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

Nello specifico, a seguito di accertamenti effettuati nell’Area PIP di Rocca San Felice, si appurava che del materiale da anni abbandonato nell’area di cantiere (costituito da terre e rocce da scavo miste a rifiuti provenienti da operazioni di demolizione edili nonché blocchi di cemento con tondini in ferro e pezzi di asfalto provenienti dalla scarificazione del manto stradale) per un quantitativo di circa 450 metri cubi, era stato trasportato in altra località dello stesso comune ed utilizzato per la realizzazione di un piazzale di circa 400 metri quadrati, in assenza delle previste autorizzazioni; due persone di Andretta: all’esito delle verifiche eseguite unitamente a personale dell’Ufficio Tecnico Comunale, emergevano responsabilità a carico dei predetti circa la realizzazione di manufatti in assenza di titoli autorizzativi;

i Carabinieri della Stazione Forestale di Avellino hanno deferito alla locale Procura della Repubblica la proprietaria di un’area su cui sono state realizzate le opere urbanistico edilizie. Nello specifico, all’esito delle verifiche i Carabinieri hanno accertato in un fondo ubicato alla località “Bellizzi” del comune di Avellino erano stati realizzati muri in cemento armato aventi altezza variabile da due a quattro metri e mezzo, atti a contenere materiale di riporto. Per tale materiale venivano forniti agli operanti i documenti giustificativi comprovanti la relativa provenienza, mentre non veniva fornita alcuna documentazione giustificativa in merito alle predette opere edilizie.