Risorgimenti a confronto a Capua

CAPUA – La storiografia italiana sul Risorgimento è stata sempre molto diversificata, inizialmente all’impostazione liberale si contrappose quella democratica. Famosi, nel primo caso, i lavori di Luigi Carlo Farini che vide in Mazzini un fattore negativo per l’Italia, nel secondo quelli di Aurelio Saffi che vide, invece, nel patriota, la chiave di volta che gli permise di leggere positivamente l’intera esperienza risorgimentale. Non sono mancati, poi, i filoborbonici come Giacinto de Sivo, che descrisse il Mezzogiorno come un paradiso terrestre e meridionalisti come Napoleone Colajanni, per il quale la monarchia sabauda non aveva fatto altro che inglobare il Mezzogiorno mediante una “conquista regia”, che portò oppressione e malavita.

Il dibattito storiografico sul Risorgimento è vastissimo e contro talune ingiustificate derive “interpretative” vigila l’Istituto per la Storia del Risorgimento , il cui comitato, a Caserta,è attivissimo nel promuovere una serie di lodevoli iniziative atte a diffondere una ricostruzione filologica del percorso risorgimentale,con un’attenzione particolare alle personalità che i manuali normalmente trascurano.

In questo senso,Il Comitato di Caserta  con  l’Associazione Ferdinando Palasciano di Capua, l’Associazione Mazziniana Italiana (AMI), l’adesione della Provincia di Caserta, del Comitato Irpino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, dell’Associazione Culturale “Alessandro Poerio”, del Coordinamento Nazionale delle Associazioni Risorgimentali di Firenze, organizzerà per domenica 22 settembre 2019 un’ importante iniziativa di memoria storica.Il tema generale è “ Risorgimenti a confronto. Il processo unitario con gli occhi dei suoi protagonisti”.

Si è cominciato, sabato 7 settembre 2019, alle ore 9.30, presso la prestigiosa sala conferenze del Museo Campano di Capua, Via Roma, 68, con la prima iniziativa dedicata a due categorie (tra le tante) che furono protagoniste del processo risorgimentale dell’Unità e della Libertà della Nazione Italiana: i medici e gli avvocati.

Dopo i saluti del dott. Angelo Di Rienzo per l’Associazione Palasciano, del presidente del Comitato di Caserta prof. Nicola Terracciano, ha preso la parola il moderatore della sezione “medica” del Convegno, il preside prof. Nilo Cardillo, vice-presidente del Comitato di Caserta, che ha presentato l’iniziativa, la sua preziosità di memoria, il valore di contrasto contro i pericoli dell’appiattimento sul presente, dell’indebolimento dell’insegnamento storico.

Ha preso la parola il dott. Michele Finelli, presidente nazionale dell’AMI, che, oltre a portare i saluti, ha presentato la figura del medico mazziniano Guelfo Guelfi (1837-1911), patriota combattente con Garibaldi, poi sindaco e promotore di opere sociali, uomo di fedeltà ideale, ma anche di azione operosa di sviluppo civile, di emancipazione sociale, al quale ha dedicato un libro.

È seguita la relazione del dott. Giovanni Valletta, segretario del Comitato di Caserta, coordinatore dei Comitati Provinciali alla sede centrale di Roma, uno dei principali promotori della preziosa iniziativa, che ha parlato del grande medico capuano, docente universitario e ideatore della Croce Rossa “Ferdinando Palasciano tra scienza e politica”, mettendo in luce il suo contributo nei vari campi in cui ha operato e il respiro europeo della sua personalità.

La sezione “avvocati” ha avuto come moderatore il presidente dell’AMI di Napoli, dott. Paolo Guerriero e come prestigioso primo relatore il prof. Giuseppe Monsagrati, già docente di storia del Risorgimento all’Università “La Sapienza” di Roma, uno dei più noti studiosi scientifici del processo risorgimentale, autore di libri importanti, coordinatore scientifico dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano al Vittoriano e della rivista “Rassegna Storica del Risorgimento”.

Egli ha presentato la straordinaria figura dell’avvocato forlivese Aurelio Saffi, il più stretto collaboratore e primo biografo di Mazzini, protagonista della memorabile Repubblica Romana del 1849, che ebbe nell’Unità della Patria e nella Repubblica le sue stelle polari. .

L’ iniziativa del 22 settembre si terrà alle ore 10 presso la Sala Consiliare del Comune di Capua ,con la presentazione e la discussione del libro del prof. Carmine Pinto dell’Università di Salerno “La Guerra per il Mezzogiorno: Italiani borbonici e briganti:1860-1870”, Laterza editore, 2019, con gli interventi dell’autore, del dott. Giovanni Valletta e della prof.ssa Anna Poerio , alla quale sono state rivolte delle domande.

1)Per quale motivo si è scelto di “Risorgimenti”, quale criterio storiografico ha guidato questa scelta?

Il titolo “Risorgimenti a confronto” nasce dal fatto che si vuole focalizzare l’attenzione sulle varie correnti di pensiero, liberale, democratico, repubblicano, che guidarono i grandi protagonisti, che nonostante fossero avversari sia dal punto di vista ideologico che politico, erano accomunati dall’idea di libertà ed unità dell’Italia. Seppur divisi dai loro principi politici, Cavour, Mazzini e Garibaldi si rivelarono necessari l’uno all’altro, in quanto l’opera di ciascuno di loro sarebbe fallita senza il contributo degli altri.

2) Quali obiettivi si propone Il Comitato casertano dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e quali altre iniziative ha intenzione di mettere in campo?

Il Comitato Casertano dell’Istituto per la Storia del Risorgimento ha innanzitutto come obiettivo la valorizzazione dello studio della storia, che in questo ultimo periodo sembra non essere più vista come elemento fondante della nostra cultura, soprattutto nelle scuole. Inoltre, si vuole dare informazione rigorosa e scientifica contro il dilagare di false notizie e interpretazioni faziose del Risorgimento che oggigiorno trovano spazio nel vuoto di conoscenza storiografica. Tra le prossime iniziative del nostro Comitato vanno citate l’adesione al Premio Poerio Imbriani 2019, che si terrà il 22 ottobre a Napoli nella Basilica di San Giovanni Maggiore, e le celebrazioni del bicentenario dei Moti del 1820-21.

3)Su cosa verterà la sua relazione durante la presentazione del testo del prof. Carmine Pinto, “La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870” di recente pubblicato dalla casa editrice Laterza?

La mia relazione per la presentazione del libro di Carmine Pinto metterà prima di tutto in evidenza l’importanza dell’argomento, che senza dubbio ha forti ripercussioni sull’attualità. É risaputo ormai che la ricorrenza del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia ha visto fiorire studi sulla cosiddetta conquista del Sud che altro non sono che la mistificazione della storia del Risorgimento italiano, che viene supportata da persone senza una solida e obiettiva conoscenza dei fatti storici. Il libro di Carmine Pinto, che si basa su ricerche rigorose e pienamente attendibili, offre una valida prospettiva sulla storia del brigantaggio e sulla Questione Meridionale. Il libro, tuttavia, non deve essere considerato esclusivamente come una monografia sul brigantaggio perché analizza in modo chiaro le cause che portarono al crollo del Regno delle Due Siclie e il processo di formazione dello stato unitario italiano.