S.Marcellino – Arrestati in tre per aver sequestrato e torturato un giovane

I tre malviventi raggiunto un terreno isolato in Villa Literno (Ce), trascinavano la vittima sotto un albero legandolo per il collo e immobilizzzandone gli arti con del nastro isolante dopodiché continuavano a percuoterlo in ogni parte del corpo fino a lasciarlo in uno stato di quasi incoscienza.

SAN MARCELLINO – Nel corso della mattina di mercoledì, 27 novembre 2019, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe (Ce)) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di 3 persone – di anni 34, 33 e 29 -residenti in San Cipriano d’Aversa (Ce) per sequestro di persona aggravata, minaccia aggravata, rapina e lesioni personali aggravate. Le attività investigative – svolte con l’ausilio delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, delle intercettazioni ambientali e telefoniche e supportate dalle dichiarazioni rese dalla vittima e da persone informate sui fatti – hanno avuto inizio in seguito ad un grave episodio di violenza, verificatosi la notte del 22 giugno 2019, che suscitò particolare allarme.

In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, è emerso che gli indagati – per vendicarsi della pubblicazione, presumibilmente ad opera della vittima, su un falso profilo Instagram, di una foto che ritraeva uno di loro indossare una parrucca femminile -organizzavano un incontro, in San Marcellino (Ce), invitandolo a salire a boordo della propria auto ove, invece, veniva legato, percosso con innumerevoli pugni al volto ed alla testa e minacciato con una pistola.

Successivamente, raggiunto un terreno isolato in Villa Literno (Ce), trascinavano la vittima sotto un albero legandolo per il collo e immobilizzandone gli arti con del nastro isolante dopodiché continuavano a percuoterlo in ogni parte del corpo fino a lasciarlo in uno stato di quasi incoscienza. Infine gli sottraevano il cellulare per avere conferma che fosse l’autore del falso profilo Instagram. Al termine del lungo e violentissimo pestaggio lo abbandonavano sul posto ove riusciva a chiedere soccorso agli automobilisti di passaggio.