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SAN MARCO EVANGELISTA. Il comune proibisce l’utilizzo dei pozzi presenti in località Masseria Torrioni per superamento C.S.C.

NUNZIO DE PINTO

Il comune proibisce l’utilizzo dei pozzi presenti in località Masseria Torrioni per superamento C.S.C.

SAN MARCO EVANGELISTA – Una terra malata, avvelenata, il cui futuro è stato ipotecato in nome del “dio denaro”, “mammona”, il demone tentatore della ricchezza: “il diavolo”. È noto da oltre trent’anni che una gran parte della Regione Campania vive un’emergenza ambientale e sanitaria di proporzioni enormi, una devastazione indicibile creata consapevolmente da traffici criminali di rifiuti pericolosi, nel colpevole silenzio istituzionale (o peggio ancora, in qualche caso nella piena connivenza). Una terra, ex Campania Felix, dove il tasso di tumori è elevatissimo e continua a crescere anche a San Marco Evangelista, come nei comuni viciniori. Cronaca di una morte annunciata da tempo, purtroppo. Da anni gruppi di cittadini, associazioni e comitati denunciano lo scempio e la crescente mortalità per tumore. Recenti analisi dell’ARPAC Campania evidenziano idrocarburi, toluene ed altri composti nelle acque dei pozzi spia e nei suoli oltre i limiti di legge. I dati raccolti indicano che la situazione ambientale è particolarmente compromessa a causa della presenza contemporanea, in zone relativamente limitate, dei più siti inquinati. Sono: Lo Uttaro a Caserta; Maruzzella nei Comuni di San Tammaro e Santa Maria la Fossa; Regi Lagni, Termovalorizzatore di Acerra. Finalmente, nel 2015, Asl e Arpac, a 25 anni dai primi sequestri e provvedimenti restrittivi, nel 2013 hanno potuto intervenire sull’ex area di cava denominata “Masseria Monti”, dove sono stati occultati i fusti di rifiuti speciali con la presenza perenne di fumarole attive, che immettono in atmosfera esalazioni di benzene, associato a toluene, etil-benzene e xileni (dati Arpac). Una cava di tufo nella quale i rilievi effettuati negli anni scorsi hanno rilevato la presenza di rifiuti tossici interrati a grandi profondità. Fumarole che liberano nell’aria grosse quantità di sostanze tossiche come il benzene, sempre accertate in seguito ad analisi effettuate sul sito. Campi coltivati ed attività nelle immediate vicinanze che mettono a serio rischio la salute delle persone che lì ci abitano o ci lavorano ed anche allora, con la delibera di Giunta Comunale nr. 3 del 17 febbraio 2015, venne interdetto l’utilizzo ed emungimento dell’acqua prelevata ad uso potabile, domestico ed irriguo dei pozzi. Ora, giunge un nuovo provvedimento interdittivo con l’Ordinanza del Sindaco Gabriele Cicala nr. 12 del 2 dicembre 2017 con la quale è fatto divieto di utilizzare per il consumo umano, agricolo e zootecnico delle acque emunte dai pozzi presenti su tutto il territorio di San Marco Evangelista. L’Ordinanza sindacale scaturisce a seguito della relazione tecnica nr. 48/TF/17 redatta dal Nucleo di Valutazione del Dipartimento ARPAC di Caserta, relativo al campionamento di acqua sotterranea, effettuato da siti contaminati, in località di prelievo Masseria Torrioni a valle idrogeologica dell’ex cava di tufo, dalla quale emergono superamenti significativi delle C.S.C. (Concentrazione Soglie di Contaminazione) di Manganese, di Ferro, I, 1dicloroetilene, 1,2 dicroropropano ecc….  rispetto ai limiti di cui alla Tabella 2 dell’allegato 5 alla parte IV Titolo V del D.Lgs. 152/2006, nonché dalla nota U.O.P.C. dell’ASL 16 di Marcianise, la quale propone la interdizione preventiva e fino alla individuazione della perimetrazione di contaminazione della falda acquifera indagata ed alla effettuazione di analisi finalizzate alla ricerca dei predetti contaminanti a carico dei titolari di tutti i pozzi insistenti sul territorio sammarchese. L’Ordinanza sindacale sopracitata è stata affissa con numerosi manifesti lungo il territorio cittadino ed è stata inviata a tutti gli Organismi (Ministeri, Regione Campania, Provincia di Caserta, Prefettura di Caserta, ASL di Marcianise, ARPAC di Caserta e Comando di Polizia Municipale di San Marco Evangelista).

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