SAN NICOLA LA STRADA. Il centrosinistra prepara una nuova stangata, in arrivo la tassa sui morti

di NUNZIO DE PINTO

Il centrosinistra prepara una nuova stangata, in arrivo la tassa sui morti

SAN NICOLA LA STRADA – Il centrosinistra italiano sta pensando a come “spremere” ancora di più i contribuenti. Per rientrare nei canoni previsti dalla Commissione Europea che, in queste ultime settimane tiene sotto controllo la manovra finanziaria per il prossimo anno e non è certo che l’approvi nonostante le dichiarazioni positive del Ministro Padoan, sta studiando l’applicazione di una nuova tassa e, quindi, mettere ancora una volta le mani in tasca agli italiani. L’ultima pensata del centrosinistra è quella di tassare i morti. L’idea non è certamente nuova ma ora sembra arrivata al traguardo. Infatti, secondo una proposta di legge dare l’ultimo saluto al caro estinto potrebbe costarci più caro del solito. La Proposta di legge prevedrebbe una stangata dell’Iva sui funerali e sulle spese per le cerimonie funebri. La denuncia, pubblicata anche dalla nota agenzia di stampa dell’ADN KRONOS, alla vigilia del prossimo 2 novembre, arriva dal presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo sul disegno di legge “Disciplina delle attività funerarie” che in questo giorni è all’esame della Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato, con una maggioranza di centrosinistra, ovviamente. Si tratta di una proposta che vuole riorganizzare il settore dei funerali, riordinare il sistema cimiteriale e combattere l’evasione fiscale, ma che in sostanza introduce nuovi costi per i cittadini per il funerale e la sepoltura dei propri cari. La nuova “tassa” di cui al disegno di legge prevede innanzitutto l’applicazione dell’Iva al 10% sui servizi funerari che, fino a oggi, erano esenti dall’imposta e prevede persino il pagamento di una sorta di affitto sulla tomba, un contributo annuale che dovrebbe essere pari a 30 euro, destinato a finanziare la vigilanza ed il controllo da parte delle aziende locali. Il disegno di legge introduce anche l’obbligo per i Comuni di destinare il 20% della TASI incassata ai cimiteri monumentali affinché possano coprire i loro costi. Ma non finisce qui: infatti, un’altra conseguenza del ddl sarà “la riduzione delle agenzie funebri” presenti sul territorio in quanto stabilisce che le imprese che organizzano più di 300 funerali l’anno (fino a 1.000) dovranno avere almeno 3 mezzi di proprietà, 6 dipendenti assunti a tempo indeterminato ed un direttore tecnico, mentre quelle che organizzano più di 1.000 funerali dovranno possedere 4 carri funebri e avere 12 dipendenti. Le aziende, specialmente quelle che non organizzano più di 300 funerali all’anno, che non si adegueranno alle nuove norme saranno inesorabilmente costrette a chiudere o ad essere assorbite da altre imprese più grandi. Tutto questo comporterà inevitabilmente, oltre ad una diminuzione dei dipendenti, anche un aumento dei costi dei funerali e del mantenimento dei loculi e cappelle in cui sono sepolti i nostri cari estinti.