Il Consiglio di Stato respinge la richiesta della DHI tesa ad ottenere la sospensiva sull’interdittiva
SAN NICOLA LA STRADA – Non c’è pace per la famiglia Di Nardi, famiglia che attraverso la DHI, azienda specializzata nei settori dell’ambiente e energia a 360° dalla consulenza alla global solution delle problematiche ambientali ed energetiche, gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani in numerosi comuni della provincia di Caserta, fra cui il Comune di San Nicola la Strada. Infatti, la terza Sezione del Consiglio di Stato, nel procedimento che vede la società di Pastorano essere stata destinataria di un provvedimento di interdittiva antimafia, ha respinto la richiesta della predetta società tendente ad ottenere la sospensiva del provvedimento interdittivo, almeno sino all’udienza che si terrà a marzo 2018, e continuare così a raccogliere i rifiuti. Il Presidente della Terza Sezione del Consiglio di Stato, dr. Franco Frattini, ha stabilito che “….in questa fase di sommaria delibazione, i puntuali argomenti posti a base dell’ordinanza appellata resistono alle censure della parte appellante. Le misure di carattere interdittivo antimafia sono giustificabili in presenza di un tessuto di collegamenti ed anche cointeressenze economiche senza necessità che vi siano, o siano conclusi, procedimenti penali ovvero intervenute condanne”. Resta dunque attiva la interdittiva. Eppure, con il Comunicato stampa del 14 dicembre 2017 la DHI aveva scritto che: “Apprendiamo con stupore della mancata iscrizione nella White list dell’impresa. Sorprendono le motivazioni legate ad alcune dichiarazioni, per altro significamente datate, del collaboratore di giustizia, Benito Natale per le quali la DHI SpA ha già provveduto in passato a presentare querela di parte per calunnia. Iniziativa accompagnata da una formale istanza di sollecito inviata al Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Napoli affinché vengano garantiti tempi rapidi per il confronto dibattimentale tra le tesi espresse dal signor Natale e la realtà totalmente differenti dalle stesse. Per quanto riguarda la seconda motivazione legata al ruolo svolto dal Signor Antonio Scialdone all’interno della DHI SpA risale, ci preme sottolineare, che dal 2014 il suddetto non ha più avuto alcun rapporto con la DHI SpA mentre ha collaborato, dopo questo periodo, con definizione formale di consulenze con una azienda regolarmente iscritta nella White list in tempi successivi all’esercizio dell’attività professionale summenzionata . Ribadiamo ancora una volta che il Dott Alberto di Nardi diversamente da quanto viene esplicitato in maniera del tutto erronea nel dispositivo della Prefettura non ricopre alcuna carica ne nella DHI spa, ne all’interno di altre società controllanti e controllate, ne che meno nella Alexos SpA. Per questi motivi riteniamo che al più presto, già in sede di ricorso amministrativo, per il quale già abbiamo dato mandato immediato ai nostri legali, questo provvedimento possa essere annullato in considerazione dei presupposti erronei che lo informano”. Purtroppo, il Consiglio di Stato è di diverso avviso ed ha mantenuto in piedi l’interdittiva.