di CARMINE ELISEO
San Prisco- Lo scorso 9 maggio si e’ celebrato il “Giorno della Memoria” istituito con la legge n. 56 del 2007 “per ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice : dai rappresentanti delle Forze dell’Ordine ai Politici, dai Sindacalisti ai privati cittadini che sono stati vittime della furia del terrorismo.
Anche la città di San Prisco ha il suo eroe nel cimitero, il giovane Raffaele Cinotti, agente di custodia oggi Polizia Penitenziaria. Capoposto al reparto di isolamento giudiziario della Casa circondariale di Roma Rebibbia, l’Agente Raffaele Cinotti il 7 aprile 1981, alle 6,45 del mattino, mentre usciva dal portone della propria abitazione per recarsi a lavoro, cadde vittima di un agguato terroristico tesogli da tre individui che gli esplosero otto colpi di pistola. Lasciava una moglie e una figlia. L’agguato mortale fu rivendicato dalle “Brigate Rosse” con una telefonata al centralino del quotidiano “La Repubblica”. L’omicidio fu espressione, al pari di altri, della campagna di intimidazione del terrorismo di estrema sinistra sul “fronte carceri”. Riconosciuto “Vittima del Dovere”, il 13 settembre 2007 l’Agente Raffaele Cinotti è stato insignito di Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria. A Raffaele Cinotti è intitolata la Casa circondariale N.C. di Roma Rebibbia.
Sta di fatto che nella citta’ di San Prisco nessun rappresentante dell’amministrazione comunale , Sindaco in testa, si e’ preoccupato di porre una corona di alloro sulla lapide dedicata a Raffaele Cinotti e fatta costruire dell’Ing. Francesco Zibella , Primo Cittadino di San Prisco , circa 30 anni fa.
Oggi il civico consesso di San Prisco, maggioranza e opposizione, e’ distratto dalle polemiche sulla raccolta dei rifiuti solidi e sulle telecamere da installare, al punto da dimenticare i propri Figli , Eroi morti per la Patria.
Al Sindaco Dottore Domenico D’angelo portiamo le parole di un figlio di un ex Cavaliere di Vittorio Veneto, il quale testualmente dichiara:” Quando a presiedere il Circolo dei Cavalieri di Vittorio Veneto era il maresciallo dell’aeronautica Militare, Pellegrino, le corone di alloro con la banda musicale, non mancavano mai nelle ricorrenze, oggi invece nessun amministratore si degna di portare un fiore sui Monumenti di Via M. Monaco, di Piazza Santa Rosalia e di Viale Trieste”.