di GIOVANNA PAOLINO
Real Sito di San Leucio: questione ” Conti 3″ srl, tanto per intenderci, la fabbrica che produce manufatti automobilistici e che sta emanando sul Belvedere , Patrimonio Unesco, odori nauseabondi ed inquinanti al punto tale da mettere in serio pericolo la salute pubblica dei residenti .
Ebbene, questa mattina, secondo fondate notizie , la fabbrica era aperta, a dispetto della petizione firmata dai cittadini di Briano e di San Leucio e consegnata al Sindaco di Caserta Carlo Marino, al Nucleo Ambientale della Polizia Municipale, all’Assessore alle Attivita’ Produttive Pietro Riello; a dispetto della segnalazione effettuata dal Consigliere Comunale Donato Tenga Delegato al Belvedere di San Leucio; a dispetto del verbale di accertamento dell’Arpac e del Nucleo Ambientale della Polizia Municipale che, il 20 dicembre 2016, in seguito all’istanza dei residenti di Briano e di San Leucio, ha sospeso la produzione dell’azienda in attesa che questa si conformi alle prescrizioni di legge.
E dunque anche questa mattina i Leuciani hanno dovuto subire un odore nauseabondo ed insostenibile: dunque, niente di fatto , in una vicenda che rischia di svilire ancora una volta la citta’ di Caserta.
In realta’ quanto sta accadendo nel Real Borgo di San Leucio evidenzia vari aspetti poco chiari.
Innanzi tutto, a prescindere dalle prescrizioni imposte dall’Anac e dal Nucleo Ambientale della Polizia Municipale , chi e perche’ ha autorizzato Bartolomeo Letizia ad istallare una fabbrica di tal genere proprio in Piazza della Seta nel Real Sito di San Leucio? E, anche se si trovasse una risposta a tale domanda, bisognerebbe chiedersi per quale ragione , alla luce di quanto sta avvenendo, l’Arpac e il Nucleo Ambientale della Polizia Municipale non hanno disposto la immediata chiusura del complesso industriale, in contrasto con la destinazione storico- culturale del Real Sito , piuttosto che impoore delle prescrizioni tali da consentirne la continuita’, pericolosa per la salute dei lavoratori e dei residenti e per la tutela paesaggistica e culturale del sito.
Rimane il fatto che l’allocazione di una fabbrica di tal genere sul sito di San Leucio e’ improponibile : si pensi che i Setifici , che davano lustro al sito e alla intera citta’ di Caserta, furono delocalizzati perche’ considerati altamente inquinanti ed ,ora, invece, si accetta una fabbrica cosi’ altamente dannosa.
Ma non e’ tutto. Sembra, secondo indiscrezioni, che la petizione firmata dai residenti di Briano e di San Leucio non sia mai arrivata sul tavolo di Pietro Riello , Assessore alle Attivita’ Produttive.
A questo punto serve capire come e’ scoppiata la vicenda ” Conti 3″.
I Leuciani sostengono che , gia’ circa sei mesi or sono, ad allertare le forze dell’ordine sulle cause delle esalazioni nauseabonde nell’area tifatina era stato Pasquale Napoletano, gia’ Assessore agli Eventi e al Bilancio al Comune di Caserta, in seguito a segnalazioni dei residenti.
In un primo momento si pensava che si trattasse di roghi tossici tra CastelMorrone e Casagiove . Ma poi sembra che sia stato proprio Pasquale Napoletano ad arrivare alla verita’ e a realizzare che gli odori fetidi provenivano dalla fabbrica Conti 3″.
L’interessamento di Pasquale Napoletano al grave problema ambientale di San Leucio e’ iniziato e si e’ svolto in questi sei mesi in maniera silenziosa .
Anzi sembra che sia stato proprio l’ex Assessore a dare notizia di quanto stava accadendo a Donato Tenga, che, invece, sarebbe stato all’oscuro di tutto. In un primo momento i due avrebbero dovuto procedere insieme per la raccolta firme. Ma poi pare che Donato Tenga abbia continuato da solo il percorso di denuncia dello scempio ambientale in atto sul Belvedere di San Leucio.
Ma il primo esposto sul disastro ” Conti3″ fu presentato proprio da Pasquale Napoletano , in seguito alla verifica degli odori nauseabondi provenienti dalla fabbrica di Bartolomeo Letizia. Abbiamo appreso che fu proprio Pasquale Napoletano, come semplice cittadino, a recarsi personalmente ai NOE per esporre quanto accaduto avviando, quindi, l’iter giudiziario e, dunque, l’intervento della Procura della Repubblica su questa vicenda.
Ad accompagnare in quella occasione Pasquale Napoletano fu il Geologo Gregorio Palumbo, che si era interessato alla vicenda pensando che si trattasse di roghi tossici dal momento che l’odore che fuoriesce dalla fabbrica e’ quello di plastica bruciata.
I Leuciani raccontano che sempre Pasquale Napoletano avrebbe dato tutte le informazioni del caso alla Polizia Municipale , anch’essa all’oscuro di tutto. E la riservatezza in cui si sono svolte queste prime segnalazioni del caso sarebbe dovuta alla esigenza di Pasquale Napoletano, uomo di legge, di consentire ai NOE di espletare in modo accurato tutte le indagini.
I NOE, dunque, in seguito all’esposto di Pasquale Napoletano stanno verificando tutte le autorizzaizioni.
A questo punto cosa accadra’ sul Belvedere di San Leucio?
Sono in molti a chiedere l’intervento del Sindaco che ha il potere di emettere ordinanze di carattere contingibile ed urgente in materia di igiene e di sanita’ pubblica.
I Leuciani, intanto, sono pronti a scendere in piazza per difendere il loro gioiello neoclassico .
Resta una domanda : chi e perche’ ha autorizzato Bartolomeo Letizia a questo tipo di attivita’ nel Belvedere di San Leucio?