Strade intitolate ai fascisti. Borrelli e Simioli. Gli altri Sindaci seguano l’esempio di de Magistris, anche se con 70 anni di ritardo

“Condividiamo la scelta del sindaco de Magistris che ha accolto la richiesta proveniente da più parti, anche dalla nostra trasmissione, di togliere i nomi di chi ha avuto a che fare con il fascismo da strade e piazze di Napoli, a cominciare da piazzale Tecchio e corso Vittorio Emanuele III, ma ora è necessario che anche gli altri Sindaci della Campania seguano il suo esempio”.

A chiederlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli che, con La radiazza, hanno più volte chiesto che strade e piazze della Campania non ricordino personaggi che, direttamente o indirettamente, hanno partecipato alla persecuzione degli ebrei e hanno avuto ruoli nel periodo più nero della storia italiana, quello del ventennio fascista.

“Strade e piazze devono ricordare persone che hanno speso la loro vita per migliorare quella di tutti gli altri e chi ha sostenuto il fascismo con le leggi razziali e le altre nefandezze non ha alcun motivo per essere preso a esempio” hanno aggiunto Borrelli e Simioli per i quali “di loro bisogna ricordarsi solo per non permettere che quelle idee continuino a circolare ed è assurdo che solo ora, dopo 70 anni, ci stiamo rendendo conto dell’errore fatto di cui siamo tutti un po’ responsabili”.