Tangenti e corruzione: Anas disponibile a collaborare con la Procura di Napoli Nord

La settimana che sta per concludersi e' stata caratterizzata dall'inchiesta  condotta dalla Procura di Napoli Nord  che ha portato all’arresto di due imprenditori e all’iscrizione nel registro degli indagati di funzionari dell’Anas

Villa Literno.  La settimana che sta per concludersi e’ stata caratterizzata dall’inchiesta  condotta dalla Procura di Napoli Nord  che ha portato all’arresto di due imprenditori e all’iscrizione nel registro degli indagati di funzionari dell’Anas.

Viadotti costruiti in difformità dai progetti iniziali, con materiali di qualità inferiore, spesso scadenti, e tangenti distribuite ai funzionari pubblici per nascondere la cattiva esecuzione dei lavori.

Sono stati pertanto arrestati Francesco e Salvatore Nicchinello, insieme al sindaco di Villa Literno Nicola Tamburrino e ad  un dirigente dell’ufficio tecnico Giuseppe D’Ausilio.

I fatti oggetto dell’indagine riguardano una concessione edilizia per la costruzione di un centro recettivo-turistico in via delle Dune a Villa Literno.

Nella stessa inchiesta sono indagate 37 persone tra le quali il sindaco di Lusciano Nicola Esposito per quanto riguarda le documentazioni per l’ottenimento dei fondi Europei dalla Regione Campania per la realizzazione del sistema fognario.

Inoltre, per quanto riguarda i due imprenditori l’inchiesta si è allargata a presunte tangenti in cambio di silenzio sull’utilizzo di materiali scadenti o di qualità inferiore per la realizzazione delle opere dei viadotti Navile e Sa Pruna, ai chilometro 6 e 10 della Statale 389 Nuoro-Lanusei. Un appalto da 9,5 milioni di euro.

In Sardegna gli imprenditori casertani dovevano realizzare a Lanusei due viadotti, il Navile e il Sa Pruna, e per farlo – emerge dal provvedimento – non hanno esitato a corrompere il funzionario Anas competente, che è indagato con altre persone, e a impiegare minori quantità di fibre di carbonio e un acciaio di qualità inferiore (S355 al posto di S355 Jow), seppur pagato al costo di quello migliore, o a usare pali non certificati e non saldati a quelli esistenti, “il tutto per nascondere la cattiva esecuzione del manto stradale”. Un appalto  da 9,5 milioni di euro

Tra gli indagati anche il funzionario del compartimento Anas della Sardegna Antonio Giacobbe, in relazione proprio a lavori stradali eseguiti nel nuorese dai Nicchiniello

A Lusciano , durante i lavori della rete fognaria, sarebbero state poste tubazioni non a norma, mentre sulla strada provinciale di Nola (Napoli), nel tratto Cicciano-Cancello, durante importanti lavori di sistemazione idrogeologica, sarebbero state usate barre di ferro di minori dimensioni e calcestruzzo di qualità inferiore.

Proprio su questa vicenda Anas annuncia “in riferimento all’inchiesta della Procura di Napoli Nord“, si legge in una nota, “Anas conferma la disponibilità alla massima collaborazione con gli inquirenti per offrire ogni contributo utile a fare piena luce sui fatti individuati e condanna fermamente ogni eventuale comportamento illecito commesso dai propri dipendenti. Inoltre saranno effettuati controlli a tappeto sui lavori oggetto delle indagini al fine di verificare, anche ai fini della sicurezza delle infrastrutture, se sono stati rispettati la qualità e la quantità dei materiali previsti nonché quant’altro previsto dai capitolati di appalto. Non appena acquisiti gli atti, Anas procederà anche alla costituzione di parte civile“.

I Nicchiniello sono ritenuti dagli inquirenti figure centrali di un sistema illecito ben definito, basato sul pagamento di tangenti a funzionari pubblici e sulla conseguente riduzione all’osso dei costi, soprattutto per i materiali; un ‘modus operandi’ emerso in tutti i lavori realizzati dai Nicchiniello, dalla Sardegna alla Campania. Ovviamente i due costruttori dichiaravano alle pubbliche amministrazioni appaltanti, falsificando verbali e documenti con la complicità di funzionari pubblici, di aver usato i materiali migliori, venendo così pagati profumatamente.