TEVEROLA: cimitero tra fiori e calcinacci

Una visita al cimitero di Teverola

TEVEROLA– È di martedì 29 ottobre la notizia pubblicata su ”Campania notizie” sulle condizioni in cui versa attualmente il cimitero del comune di Teverola. Nell’articolo si fa riferimento all’ impossibilità per i cittadini di visitare le tombe dei propri cari in condizioni dignitose, al blocco delle esumazioni dal settembre 2018 (a causa della mancanza di una ditta che possa fornire il servizio) e al mancato ampliamento del cimitero, atteso da circa 255 contribuenti ,che hanno già versato la quota per i loculi.

Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore Angela Improta, attuale assessore delegato al Cimitero e Suap, ed ex assessore della precedente amministrazione, che ha dichiarato giovedì 31 ottobre a “Campania notizie”

Andate a chiedere all’autore dello scempio quali sono le motivazione alla base”. L’assessore ha sottolineato di aver ereditato, per quanto concerne la struttura, condizioni non tollerabili e che i cittadini sono stati presi in giro circa la possibilità di ottenere in tempi brevi i loculi. Per le esumazioni, invece, la risoluzione è a portata di mano e presto la problematica sarà risolta. L’ assessore ha  poi ringraziato gli Isu che si sono impegnati per migliorare le condizioni dei giardini e dell’edificio.

Stamattina ci siamo recati presso il cimitero di Teverola, per costatare de visu la situazione e a onor del vero non ci è apparsa ottimale. All’ ingresso si è accolti molto piacevolmente da fiori che incorniciano piazzole rivestiste di sassi bianchi e da un’ innegabile idea di ordine e pulizia (che, a onor del vero, è presente in molte altre zone del cimitero) ma inoltrandosi all’ interno, nei pressi dei loculi in costruzione, lo scenario si tinge di toni meno bucolici e a dominare sono  calcinacci, erbaccia e buste.

Al netto delle responsabilità, rimane un dato di fatto incontrovertibile: una pulizia più radicale avrebbe potuto e dovuto essere assicurata! Se,infatti,è vera la foscoliana corrispondenza di amorosi sensi che si crea ,grazie alle tombe, tra vivi e defunti e se è vero che “sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha nell’urna”, allora quest’ultima assume una sacralità o meglio i contorni di una pietas, che il disordine documentato mette sicuramente in discussione.