Teverola: sentenza a gennaio per Di Matteo

Il pm ha chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi

 

TEVEROLA– Il pubblico ministero d’udienza Gaudino del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, al termine della requisitoria ,dopo il rito abbreviato chiesto da parte di entrambi gli imputati, ha chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi per l’ex sindaco di Teverola, Dario di Matteo, e l’assoluzione per l’ex vice sindaco di Vitulazio, Antonio Catone.

Cerchiamo di ricostruire la vicenda. Per quanto riguarda il comune di Teverola, il sindaco Dario Di Matteo, eletto nel giugno 2015 ,fu accusato di abuso di potere, per aver ritardato la liquidazione dei mandati di pagamento alla ditta Dhi Holding spa di Alberto Di Nardi, incaricata del servizio di raccolta e trasporto rifiuti urbani, dall’estate del 2015 al marzo 2016, allo scopo di indurlo ad assumere un dipendente, nipote di un assessore comunale, e a promettere l’assunzione di altri due,nonché a corrispondere la somma di 1.500 euro sotto forma di sponsor. Il sindaco, in cambio dei favori ricevuti dall’imprenditore, avrebbe (il condizionale ,fino a sentenza definitiva, è d’obbligo)provveduto a sbloccare il pagamento degli stipendi degli operatori ecologici ed a prorogare, contra legem, il servizio alla Dhi spa. L’indagine si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambientali e delle dichiarazioni di Antonio Di Nardi (titolare della società DHI) che è stato rinviato a giudizio avendo scelto il rito ordinario, mentre per Di Matteo e Catone, assistiti rispettivamente dagli avvocati Carlo De Stavola e Luca Viggiano,è stata fissata la sentenza a gennaio. Come riportato , a suo tempo, dalla testata on Line Pupia tv del 18 febbraio 2017 ,Di Matteo respinse tutte le accuse , negando di aver ottenuto denaro e assunzioni da parte di Alberto Di Nardi, ma anche di aver più volte, quando era consigliere di opposizione, durante l’amministrazione Lusini, presentato esposti alla Procura proprio nei confronti della ditta.

Dalla sua pagina Facebook, il 2 marzo 2017, Dario Di Matteo scrisse, da uomo delle istituzioni ,di aver piena fiducia nella magistratura sia inquirente che giudicante e di biasimare quanti erano soliti saltare alle conclusioni, infamando, prima che chi è accusato abbia avuto la possibilità di difendersi. Queste le sue parole di allora:

GRAZIE al Tribunale del Riesame per aver valutato attentamente tutti gli atti.Un bel giorno mentre ti appresti a vedere la nascita di tua figlia, una CALUNNIA forte quanto un proiettile, ti prende alle spalle.Ti accasci a terra e non riesci ad alzarti. È un colpo mirato ad “eliminarti”, Il più violento, lo sconforto prende il sopravvento. 

Ritorni a casa e trovi una nuova vita. Bernarda è lì… ad aspettarti. Capisci che devi lottare con tutte le tue forze, per i tuoi figli, la tua famiglia e tutte le persone che credono in te ma soprattutto perché sei INNOCENTE!
Per gli sciacalli c’è solo una parola: VIGLIACCHI
!”

 

 

 

 

 

 

 

 

.