Tommy Onofri: a 10 anni dal suo sequestro e omicidio Alessi potrebbe uscire, le dichiarazioni della madre

a cura di Belvederenews

Il 2 marzo 2006, due sconosciuti fanno irruzione  nella casa della famiglia Onofri, nella campagna Parmense, ed immobilizzati i genitori e il fratellino (Sebastiano, otto anni) del piccolo Tommaso Onofri, di soli 18 mesi, lo strappano dal seggiolone e lo rapiscono. Il padre, Paolo, 46 anni, direttore di un Ufficio Postale di Parma, riesce presto a liberarsi ed a lanciare l’allarme, ma del piccolo rapito non si trova traccia.

Il caso del piccolo Tommaso, posto al centro dell’attenzione nazionale da parte di tutti i media, commuove il Paese e provoca una vasta ondata di indignazione per il rapimento e di solidarietà verso la famiglia. La magistratura che segue il caso del piccolo rapito chiede tre giorni di silenzio stampa, mentre si apprende che presso gli uffici della Procura della Repubblica di Parma vengono ascoltati alcuni operai che qualche tempo prima avevano prestato la propria opera per lavori di ristrutturazione svolti presso la casa degli Onofri, da dove il piccolo è stato prelevato.

Le indagini per individuare i responsabili del sequestro sembrano indirizzarsi sul muratore d’origine siciliana Mario Alessi, 44 anni, pluripregiudicato, che ha partecipato ai lavori di ristrutturazione della casa della famiglia Onofri, già ascoltato in Procura in precedenza ed il cui alibi fornito per la sera del rapimento sembra essere smentito da altri testimoni.

Il 1 aprile nell’ambito di una vasta operazione scattata nella notte, che coinvolge Polizia e Carabinieri, vengono ispezionate le campagne ed i casolari della bassa Parmense, Mantovana e Reggiana alla ricerca del piccolo Tommaso e di tracce del suo rapimento. In giornata vengono ascoltate una quarantina di persone e sono tratti in stato di fermo di Polizia Mario Alessi, la sua compagna Antonella Conserva e Salvatore Raimondi . Mario Alessi, interrogato per alcune ore, confessa l’omicidio di Tommaso Onofri, commesso una ventina di minuti dopo il suo rapimento, il 2 aprile e, in serata, conduce gli investigatori ed i Vigili del Fuoco sul luogo ove è stato occultato il corpicino del bimbo trucidato, presso il torrente Enza.

Dopo 10 anni Alessi, l’assassino di Tommy, che sta scontando l’ergastolo, potrebbe uscire con permesso premio per andare a lavorare. La madre di Tommy, Paola Pellinghelli si ribella e si dichiara pronta ad urlare con tutte le sue forze se un giudice dovesse concedere ad Alessi quel permesso. Ritiene che tra i due, sia lei ad avere la condanna maggiore, che è quella di non avere più suo figlio vicino.

Ricorda anche che se 10 anni fa se lo è ritrovato in casa come muratore è solo perché un altro giudice lo aveva messo in libertà dopo una condanna per stupro e rapina. Come non solidarizzare con questa madre?