Truffe assicurazioni. Verdi. Sospensione immediata e poi radiazione dall’Ordine dei professionisti coinvolti

Cinquantanove persone, tra cui tre avvocati e tre consulenti assicurativi, sono state denunciate all’autorità giudiziaria dai carabinieri a Napoli nell’ambito di un’indagine su presunte truffe assicurative. Le indagini, che hanno portato allo scoperta di una frode di circa 400mila euro, sono state avviate a seguito di alcuni incidenti stradali sospetti avvenuti tra il 2010 ed il 2011.
L’attenzione degli investigatori si è appuntata su un sanitario, nel frattempo deceduto, che – secondo gli inquirenti – avrebbe attestato l’esistenza per le finte vittime di patologie e traumi conseguenti ai sinistri. In altri casi la documentazione era relativa ad accessi fasulli al pronto soccorso oppure si allegavano alle richieste di rimborso esami medici di altri pazienti del tutto ignari. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno scoperto 47 incidenti sospetti per una liquidazione di danni per circa 400mila euro.

 

“Serve un intervento degli ordini professionali che, oltre alle sospensioni immediate, devono procedere, una volta accertati i fatti, alla radiazione degli iscritti che si rendono protagonisti delle truffe alle assicurazioni basate su falsi incidenti”.
Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, facendo un appello ai presidenti degli Ordini professionali di medici e avvocati perché “servono azioni forti e concrete per debellare definitivamente questa piaga della quale approfittano le compagnie assicurative per continuare a tenere alti i premi per chi assicura auto e moto a Napoli e in Campania”.
“Le statistiche dicono che le truffe di questo tipo si verificano anche in altre regioni, ma visto che i campani sono gli unici a pagarne le conseguenze, bisogna andare oltre e la radiazione degli iscritti coinvolti in truffe come quella emersa in queste ore a Napoli va in quella direzione” ha concluso Borrelli augurandosi che “gli Ordini professionali non preferiscano invece la difesa a oltranza e ingiustificata degli iscritti colpevoli di reati tanto gravi”.