Tutte le Regioni Adriatiche a Martinsicuro per realizzare la Ciclovia Adriatica, il percorso ciclabile più lungo d’Italia.
Di Fiore Marro
Caserta 15 dicembre 2018
Venerdì 12 gennaio Martinsicuro ha ospitato l’incontro tra le Regioni Adriatiche per attingere ai fondi ministeriali che consentiranno di realizzare la Ciclovia Adriatica, che si candida a diventare il percorso ciclabile più lungo d’Italia, che unirà Trieste a Leuca (Lecce) per 1300 km.
L’incontro è organizzato da FIAB ONLUS (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) assieme alle regioni Abruzzo e Marche e con la collaborazione del Comune di Martinsicuro.
Fu proprio la FIAB, la principale associazione cicloambientalista italiana con oltre 150 associazioni presenti in tutte le regioni e oltre 17.000 attivisti, ad ideare, nel lontano 2001, la rete di ciclovie nazionali Bicitalia di cui l’Adriatica costituisce il ramo n.6.
Le due regioni co-organizzatrici, che già hanno stanziato fondi per le rispettive ciclovie costiere, stanno collaborando per realizzare il ponte ciclopedonale sul Tronto che unirà le ciclabili abruzzesi e marchigiane, e il comune di Martinsicuro rappresenta quindi il luogo simbolico di unificazione interregionale della ciclovia.
La sede dell’incontro è ancora più simbolica: la Torre Carlo V che per secoli rappresentò il confine di stato tra Regno delle due Sicilie e Stato della Chiesa, e che venerdì ha visto un passaggio fondamentale per questa grande opera di unificazione sostenibile. L’imponente investimento Bike to Coast per completare il tratto abruzzese di Ciclovia ha fatto da esempio e da volano anche per le regioni limitrofe.
L’Amministrazione comunale di Martinsicuro, padrona di casa dell’incontro, ha dichiarato che «per questa amministrazione la realizzazione del ponte ciclopedonale è un punto fondamentale e per questo ci stiamo adoperando con ogni mezzo per sollecitarne e accelerarne il complesso iter, e comunque il tema della mobilità ciclistica è strategico anche per la mobilità quotidiana in abito urbano oltre che turistico».
Saranno presenti anche i rappresentanti della provincia di Teramo e dei comuni costieri della stessa provincia, comuni direttamente interessati dall’infrastruttura che rappresenta la spina dorsale della nuova mobilità.
