Caserta CLP SPA FUMATA NERA VERTICE DLE 16 GIUGNO

La Clp spa , azienda concessionaria del Tpl, facente capo alla famiglia Esposito, destinataria di due provvedimenti di interdittiva antimafia ,  rischia la dichiarazione di fallimento. Questo è quanto è emerso dall’incontro  che si è tenuto, ieri , 16 giugno , presso la Prefettura di Napoli al quale hanno  partecipato i Commissari Straordinari Prefettizi Vincenzo Molisso e Giovanni Armonioso e i delegati provinciali delle organizzazioni sindacali coinvolte, Filt Cgil, Filt Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, tranne la Faisa Confail, che non ha aderito allo sciopero del prossimo 26 giugno e che non ha siglato l’accordo del 2012 con Carlo Esposito. Un incontro inutile perchè le parti sociali intervenute  non hanno trovato un accordo . Ma procediamo con ordine. Il tavolo era stato convocato dai commissari che chiedono la riqualificazione del personale dal momento che all’interno della Clp spa vi è una eccedenza rispetto all’offerta originari di 98 unità indirette ed una carenza di 34 unità dirette. I Commissari hanno ancora una volta proposto di recuperare le 34 unità  -autisti -dalla riqualificazione del personale già in servizio. ” Mancando autisti- hanno precisato- non possiamo coprire molte linee e , pertanto, perdiamo ogni mese 200mila euro di contributi regionali. In questo modo siamo destinati al fallimento”. Molisso e Armonioso, dunque, hanno proposto al riqualificazione di 34 unità indirette in dirette ed il ricorso agli ammortizzatori sociali per 64 unità. I delegati provinciali, invece, hanno chiesto che la soluzione a questo problema vada individuata nella assunzione degli ex Acms , mai ottemperata da Carlo Esposito che, invece, si era impegnato a cio’ con l’accordo del 2012.In subordine, collocazione nei ruoli attivi del personale viaggiante della Clp spa imboscato. Solo nel caso in cui queste due alternative non producessero effetti, i sindacati  accettano  la riqualificazione del personale. Insomma, niente di fatto. Per molti ex Acms  la decisione dei due COmmissari puo’ essere interpretata  ” niente altro come una gestione continuativa della Clp interdetta”. Gli ex Acms, infatti, si chiedono per quale ragione i Commissari si ostinano  a non  riassumere i dipendenti licenziati  mettendo a repentaglio il destino dell’azienda al punto di minacciare di consegnare al Tribunale il libro matricola dell’azienda . A questo punto , non resta che attendere –  forse una coincidenza- la pronuncia del Tar Campania  sul provvedimento di interdittiva antimafia , prevista per il prossimo 24 giugno, a cui dovrebbe seguire lo sciopero generale del 26 giugno sempre che non si riapra un nuovo tavolo di concertazione. Per ora solo una prevedibile fumata nera.GP