Di Michele Ventrone
Tra il 1945 ed il 1950, la Casertana si dimena tra serie C nazionale e prima divisione/promozione, che sarebbe la serie D dell’epoca. Durante queste grigie stagioni, la squadra accusa problemi economici, frequenti già in quel periodo per le squadre meridionali. Memorabile il campionato 1949/50 di promozione, quando i “falchetti” conclusero il proprio girone in testa e a pari merito con l’Avellino. Si disputò, così, a Napoli uno spareggio, che decretò vittoria per 2 a 1 per la Casertana. La cervellotica formula promozione portò i rossoblù a giocarsi la C nazionale contro Toma Maglie e Nissena fino a metà agosto inoltrato. Il triangolare vide, infatti, due vittorie a testa, tanto che si disputò un altro girone con ancora le tre squadre a pari merito (una vittoria a testa). Altro giro altra corsa, con la terza serie di spareggi che si risolsero ancora e clamorosamente con le tre squadre a pari merito. Fu deciso di affidare le sorti delle squadre ad un ridicolo (almeno per i giorni nostri) sorteggio, che decretò Toma Maglie e Nissena ammesse in C e i “falchetti” condannati a giocare un altro anno di D. La FIGC si mise comunque le “mani sulla coscienza”, decidendo in seguito di ripescare pure la Casertana nella terza serie del campionato italiano di calcio. Fu fatta così giustizia, ma si sa, la storia si ripete: to be continued!
Prossimo appuntamento con “Quella volta che…” il 30 novembre.