A Caserta anche oggi la Carta d’Identità la faccio domani! Al Comune solo 2 impiegati per 76326 abitanti

di Alessandro Fedele 

CASERTA – “Mi svegliai per andare a lavorare e mi ricordai che la mia Carta d’Identità era scaduta, volli così ritagliarmi, nella pausa lavorativa, un’oretta per rinnovare il mio documento” – questa è stata la premessa di Flavio che ha deciso di raccontarci la sua storia un po’ drammatica. Flavio, Cittadino italiano residente nel Comune di Caserta, ogni dici anni si ricorda di dover rinnovare la classica Carta di Riconoscimento presso gli uffici anagrafe del Comune, in questo caso situati in via San Gennaro 10.

“Erano le 11:00 quando mi recai all’Ufficio preposto per effettuare la fatidica operazione come di consueto ogni dieci anni. Una volta arrivato mi ritrovai in una lunga fila d’attesa dove prima di me vi erano circa 16 persone. Tra me e me pensai: che sarà mai?, purtroppo dopo un po’ mi resi conto che l’operazione durava 15 minuti a persona e di lì a poco la mia pausa lavorativa sarebbe finita.

Alle 12:00, dopo che un certo numero di persone aveva rinunciato, riuscii ad arrivare al mio turno ma le parole dell’impiegato non mi confortarono. Questi mi disse:<<Mi spiace, il nostro ufficio alle 12:00 è già chiuso!>>- a questo Flavio era stravolto perché avrebbe potuto sfruttare quindici minuti in più prima di ritornare a lavoro ma fu subito deluso e costretto a ritornare il giorno dopo siccome non era un giorno pari in cui l’ufficio sarebbe potuto essere stato aperto anche di pomeriggio –

“Volli ritornare il giorno seguente alle 9:45, orario che stesso l’impiegato mi aveva suggerito per non trovare la fila. Varcai la soglia della porta di ingresso e mi trovai subito una decina di persone prima di me… Parlando del più e del meno con qualcuno uscì fuori che l’impiegato è solito comunicare a più persone l’orario che aveva dato a me per non trovare la “pericolosa” attesa” – questa parte del racconto di Flavio non ci fa pensare ad una corretta gestione del pubblico, soprattutto per i tempi di attesa che, per una sola carta di identità, sembrerebbero un po’ smodati e in più ad effettuare queste pratiche di rinnovo vi è un solo operatore mentre il Comune ha messo a disposizione due postazioni per due lavoratori addetti al servizio –

“Questa volta stesso io dovetti rinunciare alla Carta di Identità rinnovata, perciò me ne andai subito a lavoro per non far tardi e sopratutto per non subire richiami dal mio superiore. Siccome questa volta si trattava di un giorno pari, mi recai in ufficio anche il pomeriggio, stanco ed infastidito per il disagio arrecatomi. Terrorizzato di poter far tardi, mi affrettai come non mai, parcheggiai la macchina al parcheggio di fronte, presi i miei documenti e subito dentro. Ora volevo urlare perché ancora una volta la fila era gremita e a me toccava essere tra gli ultimi seppure ero arrivato come gli altri alle 15:00, orario di apertura, ma ho potuto costatare che le altre persone si anticipano” – non è tanto questione di anticiparsi o no, la questione è il tempo impiegato per lo smaltimento della pratica che da quest’anno è telematica, perché il documento non è cartaceo ma elettronico. Dovremmo quindi pensare che gli operatori del Comune non sono ancora pronti per fronteggiare le pratiche telematiche complesse del Ministero dell’Interno –

Anche Flavio non è pronto per approcciarsi ad una Carta di Identità Elettronica, siccome non era a conoscenza delle nuove procedure come il rilascio delle impronte digitali e la prenotazione online da effettuare sul sito del Ministero, perché senza quella non ci si può presentare all’Ufficio Comunale per il rinnovo del Documento. Dato che a Caserta ci sono 76.326 abitanti, le prenotazioni giornaliere saranno in media 150 e come vedremo nel racconto di Flavio ci saranno persone in attesa da più di un mese.

“Questa volta non volevo rinunciare e perciò decisi di attendere chi era prima di me. Dopo un po’ incontrai per puro caso un amico di vecchia data che, con tanto di prenotazione, a me sconosciuta nella procedura che conoscevo fino a quel momento, era in fila da un mese. A questo punto mi chiedevo se prima di me c’era lui o se prima di lui c’ero io che ero arrivato poco prima all’Ufficio. Volli togliermi ogni dubbio e perciò tomo tomo chiesi all’impiegato quale fosse la regola per queste situazioni. La risposta fu semplice ma allo stesso tempo complessa, avrei dovuto dare la precedenza alle prenotazioni in quanto senza queste non è possible effettuare il rinnovo oppure averi potuto continuare la fila senza badare alla prenotazione” – ciò vuol dire che seppure la direttiva ministeriale prevede l’obbligo di prenotazione per il rinnovo, l’impiegato lasciava passare anche chi ne era sprovvisto –

“Dopo due ore e mezzo di attesa arrivò il mio turno, che se contemporaneamente a me un responsabile e due impiegati cercavano rimedio ad un’altra Carta rilasciata che portava il nome di un’altra persona, diversa da quella nella foto del Documento. Dopo che i tre moschettieri del Comune avevano risolto il precedente problema, si apprestavano ad effettuare il mio rinnovo, tra dubbi e indecisioni sulla procedura.”

A questo punto finisce il racconto di Flavio che è stato abbondantemente sintetizzato per raccontare non tanto una vicenda bensì un fatto serio che vede in prima linea l’amministrazione e l’assessorato competente, che agli occhi dei cittadini non ha provveduto a risolvere il problema della gestione del pubblico dipesa, a quanto pare, dall’assenza di più addetti al servizio pubblico.