A Sant’Arpino fino a domenica 16 giugno la XXVII Sagra del Casatiello

Con gli ultimissimi giorni di primavera si dà il via alle prime importanti sagre in tutta Terra di Lavoro e non solo. A Sant’Arpino già sono pronti i padiglioni per la XXVII Sagra del Casatiello, che si svolgerà fino a domenica 16 giugno nella piazza più importante, Piazza Macrì, su cui si affaccia il Comune, che ha sede nell’antico Palazzo Sanchez de Luna. L’evento si preannuncia ancora una volta carico di speranze, perché saranno tantissimi i gruppi di visitatori che convergeranno a Sant’Arpino da ogni dove per assaggiare la prelibatezza del casatiello e non solo.

La cittadina di Sant’Arpino, come i comuni finitimi, già da decenni è in continua crescita demografica, a differenza della restante parte della provincia, in special modo i comuni dell’alto casertano, dove si registra una continua emorragia di residenti. Il nome Sant’Arpino è una volgarizzazione di Sant’Elpidio, patrono del paese. Sant’Arpino, con Succivo ed Orta è il luogo in cui sono nate le famose maschere atellane, cioè Maccus, Dossenus, Pappus ed altre che, con un linguaggio molto crudo e colorito, genuinamente popolare, davano vita alle famose farse atellane prima osche e poi romane, passate alla storia come Favole Atellane e sulle quali si è imbastita tutta la commedia dell’arte del teatro italiano. A tal fine è da ricordare che proprio basandosi su questa evidentissima radice storico-culturale, in particolar modo sulla maschera Maccus, a detta di molti il vero progenitore di Pulcinella, che dal 1998 si è dato vita alla Rassegna Nazionale di Teatro “PulciNellaMente”, di cui è direttore generale Elpidio Iorio, che fondò l’associazione, primieramente nota come “Il Colibrì”, insieme a Carmela Barbato ed Antonio Iavazzo.

In verità, lo stesso casatiello ha origini antichissime. Di esso c’è una traccia nel Pentamerone di Giambattista Basile, scrittore di Giugliano del XVII secolo, che ci parla per l’appunto del casatiello ed anche di altri piatti tipici, come la pastiera ed il tortano. Si tratta di un piatto rustico che stuzzica veramente l’appetito, basandosi su una pastella ricca di formaggio (caso, in lingua napoletana), strutto, ciccioli, salumi vari. Il casatiello ha forma sferica e su di esso si possono mettere anche delle uova, oltre che delle croci, forma sferica ed uova sono fortissimi richiami ad una simbologia ‘altra’, antica, pre-cristiana, che denotano la perfezione della sfera e l’inno alla vita, mentre le croci richiamano al sacrificio di Gesù, essendo il casatiello un piatto eminentemente pasquale e che si accompagna sempre con la pastiera.

La XXVII Sagra del Casatiello prevede tantissimi spettacoli e momenti di cultura, sia a cura di gruppi locali che di artisti, come la visita guidata sia al Palazzo Ducale che alla chiesa di Sant’Elpidio, mostra di bozzetti di manifesti per la sagra, spettacoli itineranti e chiusura in bellezza con canti e balli popolari della più genuina ed antica tradizione napoletana del gruppo “Rareca antica”. Insomma un appuntamento da vivere nelle sue varie peculiarità, perché testimonia in ogni momento la ricchezza della tradizione storico-culturale della zona.