ABBATTIMENTO NITRATI IN CAMPANIA | Presentato il progetto di legge per proteggere le aziende agricole e zootecniche

Il presidente della Commissione regionale Ambiente, Gennaro Oliviero: "Una legge necessaria, anche in virtù delle disposizioni che ci arrivano dalla Comunità Europea"

Incardinata due settimane fa, in Commissione Ambiente, la proposta di legge per gli interventi finalizzati all’abbattimento dei nitrati in Regione Campania. A presentarla è stato il Consigliere Gennaro Oliviero, presidente della Commissione regionale Ambiente, Energia, Protezione Civile.

«Una legge necessaria – ha dichiarato Olivieroin quanto la Comunità Europea ha avviato una procedura d’infrazione per l’eccessiva presenza di azoto sui nostri terreni. Una problematica che potrebbe mettere in crisi il settore zootecnico, perla della nostra economia».

La modifica delle tecniche di allevamento verificatasi negli ultimi 40 anni, ha determinato una intensivizzazione dei sistemi zootecnici con conseguente maggiore concentrazione di animali in alcune aree o zone. Inoltre, il sempre maggior utilizzo di acqua per far fronte alle mutate condizioni di allevamento ha provocato una riduzione della produzione di letame ed un incremento invece della produzione di liquame (caratterizzato da un contenuto in sostanza secca inferiore a quello del letame, e con scarso effetto ammendante). Da qui l’effetto impattante delle deiezioni, legato sia all’inquinamento azotato delle falde acquifere, sia a quello atmosferico per la liberazione di protossido di azoto durante le fasi di maturazione dei liquami.

Il componente principale delle deiezioni zootecniche cui prestare attenzione per ridurre l’effetto impattante è sicuramente l’azoto. Proprio per tale motivo, a livello Comunitario sono state emanate una serie di regolamentazioni atte a controllare e ridurre la concentrazione di nitrati nelle acque di falda. L’inquinamento da nitrati (composti azotati) rappresenta una delle principali problematiche ambientali attualmente presenti, anche per gli importanti risvolti in termini di rischio per la salute umana.

In realtà ciò che spaventa maggiormente è il fatto che i nitrati, in particolari condizioni ambientali, possono essere ridotti a nitriti, ovvero composti tossici che provocano scarsa ossigenazione dei tessuti e difficoltà respiratorie che, soprattutto in alcune categorie di soggetti quali i neonati, può portare fino a morte per asfissia. Inoltre, i nitrati possono trasformarsi in un pericoloso agente cancerogeno.

Un altro aspetto da tenere in considerazione sono le eccessive concimazioni chimiche, effettuate in special modo per gli ortaggi coltivati in serra e nei suoli utilizzati per l’agricoltura intensiva al fine di sopperire alla carenza di sostanza organica per mancata concimazione naturale, le quali rappresentano la principale causa
di incremento di nitrati nei vegetali. Inoltre, l’aumento delle concimazioni azotate rispetto al fabbisogno delle colture incrementa notevolmente la quantità di nitrati negli alimenti e nelle acque, così come una cattiva gestione dei reflui di allevamento o di quelli civili possono, attraverso fenomeni di lisciviazione, essere responsabili dell’incremento dei nitrati nelle acque superficiali e profonde.

Per evitare dunque un peggioramento della qualità delle acque profonde e un aumento dell’eutrofizzazione dei corsi d’acqua superficiale, la regione Campania nel 2017 ha approvato la nuova normativa sui Nitrati di origine agricola attraverso il DGR 762 dove sono stati rilevati livelli allarmanti di inquinamento dei corsi d’acqua che hanno portato all’aumento delle superfici vulnerabili ai nitrati di origine agricola (ZVNOA).

Dai dati rilevati nel 2017 in Campania, le provincie di Napoli e Caserta sono maggiormente caratterizzate da superfici vulnerabili ai nitrati di origine agricola (ZVNOA).

In sintesi, il progetto di legge presentato da Oliviero in Commissione il 15 maggio 2019, prevede di tutelare l’ambiente, proteggere le aziende agricole e zootecniche, mettendo a disposizione nuove tecnologie per ridurre l’apporto di azoto al terreno, mediante l’attivazione di fondi europei.