AMBC: “SEA e REM per le famiglie e le imprese. FIRMIAMO”

"Ancora fumata nera da Mondragone sui . Migliaia di Enti dal 31 Marzo sono già operativi, mentre noi siamo fermi al solo avviso per il convenzionamento degli esercizi commerciali. Sul sito del comune non vi è traccia alcuna"

MONDRAGONE – Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune: “#continuiamoarestareacasa. Ancora fumata nera da Mondragone sui buoni pasto. Migliaia di Enti dal 31 Marzo sono già operativi, mentre noi siamo fermi al solo avviso per il convenzionamento degli esercizi commerciali. Sul sito del comune non vi è traccia alcuna della Delibera della Giunta Comunale né della Delibera di Giunta di variazione d’urgenza del bilancio di previsione 2020-2022, esercizio 2020 (che sarà ratificata dal Consiglio comunale in sede di approvazione del bilancio, visto che il nostro comune ancora non l’ha approvato). Atti propedeutici a tutta la procedura.

L’AMBC si chiede: Cosa aspettano questi signori? Si rendono conto che per chi fa fatica a anche un giorno di ritardo è di troppo? Ma -come abbiamo già detto- gli attuali interventi governativi non bastano. Occorre riconvertire parte del bilancio comunale e -dopo l’esempio relativo alla riconversione dei pasti della refezione scolastica per le persone in difficoltà (iniziativa attuata nella Benevento di Mastella e snobbata da Pacifico) nei prossimi giorni ci ritorneremo con una proposta complessiva. E occorre un sostegno immediato del Governo al reddito delle persone e delle famiglie.

Il Forum Disuguaglianze e Diversità (ForumDD) e l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), assieme a Cristiano Gori, docente di politica sociale all’Università di Trento, hanno presentato una proposta per integrare il Decreto “Cura Italia” e fronteggiare la crisi in atto. Servono 2 cose: impedire l’impoverimento delle persone e l’acuirsi delle già elevate disuguaglianze; evitare il collasso produttivo, anche del sistema diffuso di microimprenditorialità. La proposta punta ad un “Sostegno di Emergenza per il Lavoro Autonomo” (SEA) e al “Reddito di Cittadinanza per l’Emergenza” (REM). Il SEA e il REM sono misure temporanee ed eccezionali, la cui durata è uniformata a quella delle prestazioni straordinarie per il lavoro dipendente introdotte in seguito al diffondersi della pandemia.

Il SEA mira a sostituire il bonus una tantum di 600 euro per gli autonomi al fine di sostenere il reddito e tutelare il lavoro. L’importo della misura non è fisso, ma cambia in base alle diverse situazioni: poiché l’obiettivo è di sostenere soprattutto chi è in grave difficoltà, l’ammontare del contributo viene determinato in modo progressivo a seconda delle condizioni economiche del nucleo familiare del lavoratore autonomo. Il SEA punta, inoltre, a mantenere la capacità produttiva del lavoro per cui il suo valore è anche parametrato alla perdita di guadagno (in proporzione al proprio volume abituale di attività), così da supportare in misura maggiore chi subisce più danni.

Il REM utilizza i dispositivi del RdC, che viene esteso ai nuovi richiedenti. L’obiettivo è costruire subito una diga contro l’impoverimento, raggiungendo tutta la popolazione in condizione di necessità e che non beneficia di altre prestazioni di welfare. Il vantaggio di questa misura (sulla quale, nel periodo di crisi, convergerebbero le nuove domande di Reddito di Cittadinanza) è che rimodula uno strumento già esistente e prevede, per velocizzarne l’attuazione: la riduzione della documentazione necessaria, la semplificazione delle procedure, l’informazione automatica degli aventi diritto, la modifica dei vincoli legati al patrimonio mobiliare e immobiliare, l’allentamento temporaneo delle sanzioni legate alla condizione di lavoro irregolare.

Viene infine rafforzata la possibilità di fare domanda alle persone di cittadinanza non italiana. La proposta si basa su quattro principi: “Nessuno resti indietro”, affinché il pacchetto di azioni raggiunga chiunque venga colpito dalla crisi; “Risposte a misura delle persone” perché è necessario diversificare gli interventi in base alle differenti e specifiche esigenze.

Il riconoscimento delle condizioni deve costituire l’unico criterio che giustifica risposte differenti evitando trattamenti preferenziali; “La semplicità è la prima strada per sostenere subito chi è in difficoltà”, per mettere in campo prestazioni che siano agevoli da attuare, comunicare e ricevere, come insegna l’esperienza internazionale; “Cominciare oggi a costruire il welfare di domani”: le azioni realizzate nell’immediato devono rappresentare il miglior punto di ripartenza e riprogettazione di un nuovo welfare. L’AMBC condivide le proposte e vi invita ad aderire cliccando QUI.