Auguri per il nuovo anno scolastico a tutte le nostre “Scuole di Pace”

L’augurio parte da Agnese Ginocchio, Presidente del Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio Campania.

CASERTA – La scuola se non è “Scuola per la Pace” non sarà mai buona scuola! La Pace è Scienza, ci ricordava Maria Montessori. Si legga e si prenda come punto di riferimento del proprio metodo didattico “la Scuola di Barbiana”. La “Lettera ad una professoressa” di don Milani, dove al centro vengono posti i valori della Pace e l’ eguaglianza tra ricchi e poveri, dove vengono rispettati i tempi di ciascun alunno, dove al ritmo frenetico di seguire la programmazione ad ogni costo, viene concesso tempo alla riflessione, alla creatività e alla responsabilità, sia il metodo a cui ogni docente deve attingere per essere un buon educatore alla vita, educatore alla civiltà, educatore al futuro, educatore alla Pace.

Auguri e buona scuola di Pace a tutti, in particolare a tutte le nostre “Scuole di Pace”, sparse nella provincia e oltre, che hanno aderito all’ importante progetto della “Fiaccola della Pace”, che ci hanno aperto le porte della propria scuola per imparare a parlare e a studiare insieme ai giovani sviluppando linguaggi e atteggiamenti di Pace, partendo dai percorsi della memoria storica, dal ricordo dei nostri padri, che diedero la vita per difendere gli alti valori della libertà e della democrazia. E oggi più che mai abbiamo bisogno di ricordarli. Proprio ottanta anni fa, il 1°settembre del 1939, la Germania nazista di Hitler invade la Polonia, con il silenzio delle altre potenze europee, scatenando così la seconda mondiale. Successivamente il Dittatore italiano Benito Mussolini, con la sua dichiarazione di guerra a Francia e Inghilterra, trascinò il popolo italiano in una guerra lunga ed estenuante che portò ovunque nel nostro paese lutti, fame, miseria, dolore, morte e distruzione, una guerra violenta che culminò con l’Olocausto, ovvero l’uccisione di milioni di Ebrei e di etnie diverse, oltre a milioni di giovani militari e civili. Centinaia di città italiane subirono danni, distruzione e morti.

E tra queste tante città del nostro sud, dove si consumarono rappresaglie ed eccidi nazisti. Proprio su questi luoghi, simbolo del martirio della nostra terra, abbiamo portato insieme a voi nostre “Scuole di Pace” e ai nostri giovani, la “Fiaccola della Pace” che ha obbligato tutte le Istituzioni presenti ad aderire all’appello e alla Dichiarazione per la Pace e la nonviolenza, culminato con la piantumazione dell’Albero della Pace, ossia monumento vivo della memoria storica dedicato ai 100 anni della grande guerra e a tutti i nostri cari caduti nelle guerre, attentati, criminalità, terrorismo, violenze, e mafie, dai 100 anni ad oggi. In tempi in cui c’è una forte crisi esistenziale di valori, dove la violenza, il razzismo, l’odio, ogni forma di intolleranza e di sopraffazione dell’uno contro l’altro, la devastazione e i crimini ambientali provocati dall’egoismo e dalla cattiveria umana, le guerre nel mondo che continuano a seminare vittime tra i civili, diventa urgente affermare il Diritto a viere in Pace. Urge allora ripristinare i parametri della convivenza pacifica e nonviolenta nel rispetto di quelle regole che ci vengono ricordate attraverso la Carta universale dei diritti umani e la Costituzione Italiana nostro DNA scritta con il sangue dei nostri padri della Resistenza. Questi parametri ci obbligano tutti ad avere rispetto del Creato nostra Casa comune, delle creature che vi popolano e di ogni essere umano. Oggi di Pace ne abbiamo necessariamente bisogno come il pane e come l’aria che si respira.

I segni di questi tempi sono davvero critici. Si ritorni al senso e al significato della Vita. Venga insegnato il valore del dialogo, che ci obbliga all’ascolto dell’altro, il valore dell’affettività, che ci obbliga a rispettare i tempi di ciascuno e ad essere sempre gentili soprattutto verso chi è meno dotato e più disagiato. Venga insegnato il linguaggio del saper parlare, poiché anche l’abuso delle parole, istiga alla violenza e uccide! Il linguaggio perciò non sia arrogante, ma disarmante. Venga insegnato il valore della cittadinanza, il rispetto verso la propria Comunità dove si vive, l’interesse per la Cosa Pubblica, la difesa della nostra Madre Terra, degli spazi pubblici e dei Beni Comuni. La “Scuola di Pace” ci educa ed educa alla responsabilità, alla coscienza attiva, a farci carico dei bisogni di ciascuno, a farci carico dei problemi dell’umanità, partendo dalla Comunità dove si vive. La Scuola di Pace ci obbliga ad avere una coscienza nonviolenta, disarmante, ad essere sempre compassionevoli alle miserie dell’umanità, a non volgere mai lo sguardo e dire: “non mi interessa”.

La “Scuola di Pace” ci educa nell’atteggiamento dell’ “ J Care”, “mi interessa”, ovvero il contrario di “me ne frega”, e a guardare il mondo sempre con due occhi, uno al vicino e uno al lontano, a pensare non solo esclusivamente ed egoisticamente per se stessi, ostinandosi a coltivare solo il proprio piccolo orticello, ma anche per il mondo che ci circonda. La Scuola di Pace, educa l’individuo a 360° , lo educa alla coscienza critica, alla responsabilità delle proprie azioni, a scendere in campo e a fare la propria buona parte per il cambiamento. La “Scuola di Pace” forma l’essere umano e lo rende cosciente e cittadino responsabile, capace di prendere in mano le sorti di questo tempo, di usare la corretta istruzione e l’informazione, come metodi di risoluzione per le problematiche che ci attanagliano. La “Scuola di Pace” educa alla Solidarietà. E’ da folli ostinarsi a camminare da soli. Non si andrà da nessuna parte!

Perché il mondo cambi è necessario tendere la mano verso l’altro, essere accoglienti, specie verso chi giace in condizioni di aiuto e di disagio, restituirgli dignità, diritti, giustizia e fiducia nella vita. La “Scuola di Pace” educa alla Solidarietà che è accoglienza e integrazione, a prenderci cura e a schierarci sempre dalla parte del debole e del misero, del povero e del sofferente, dell’indigente, del barbone di strada abbandonato e del disoccupato, dell’immigrato, del clandestino, del rifugiato e di chi ha perso il lavoro e si trova in mezzo alla strada, dell’anziano solo, bisognoso di cure e di amore. Non si può pensare di stare bene e di sentirsi in “pace con se stessi”, se il mondo intorno a noi è colpito da guerre, sofferenze, crisi. Questa cancrena maligna va combattuta con l’azione contraria che deve muovere le nostre coscienze a scendere in campo ed attivarci per la riaffermazione della Giustizia sociale.

Quindi abolire tutti i muri della vergogna che impediscono tale traguardo. Proprio quest’anno il 9 Novembre ricorrerà il 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino, un importante appuntamento sul quale dovremmo soffermarci a riflettere e chiederci ancora una volta se nelle nostre scelte siamo stati capaci di costruire muri di divisione o al contrario abbiamo costruito Ponti di Pace tra l’umanità. E solo quando si affermerà la Giustizia sociale, il mondo potrà nuovamente ritornare a vivere in Pace. Questo è il traguardo e l’augurio che sentiamo di indirizzarvi. Questa è la strada per la risoluzione dei problemi che ci investono.

Tutto parte da qui. Auguri e Buona Scuola di Pace ai nostri cari Dirigenti scolatici che hanno aderito all’appello di Pace, grandi e generosi Uomini e Donne protagonisti del cambiamento che verrà, insieme ai tanti amici Docenti che si fanno portavoce di quest’appello, perché educare i giovani discenti alla responsabilità e alla coscienza civile è grande dote umana, è una missione! In questo momento critico della storia che stiamo attraversando, la Scuola diventa l’unico faro di luce, l’unica Istituzione credibile in grado di condurre avanti le sorti del nostro paese. La Scuola dei nostri giovani che, guidati da valorosi Docenti, portano in alto la “Fiaccola della Pace” simbolo di luce in questo tempo di oscurità, quella “Fiaccola” viva simbolo della memoria, che deve ardere nei loro cuori perennemente. Siamo tutti chiamati in questa grande opera educativa. Siate all’altezza del compito non facile che vi è stato affidato. Sappiate sempre saper usare amorevolezza e pazienza verso i giovani, attendendo i tempi di ciascuno.

E un invito anche ai genitori infine, chiamati altrettanto a collaborare in questa grande opera educativa, perché la prima “Scuola di Pace” è quella che si insegna tra le pareti domestiche attraverso l’esempio di vita, il dialogo, la conoscenza, lo studio, la lettura, la formazione, l’attenzione, il rispetto. Auguri e Buona Scuola di Pace a tutti! In alto la PACE. ( Presidente Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio Campania. 2 Settembre 2019).