Brutte statistiche sul tempo libero a Caserta

I dati del Sole 24 Ore

Il Sole 24 Ore non smette di deliziarci con le sue classifiche. Oramai non passano che un paio di mesi e giù a sfornare dati, che da un lato fanno inneggiare al cielo, perché risultati primi o perché si è migliorata la propria posizione, e dall’altro fanno emettere imprecazioni contro le statistiche che non considerano ora questo ora quel parametro.

Inutile dire che Caserta, ancora una volta, non le passa bene. Specifichiamo subito che quando si parla di Caserta si parla dell’intera provincia, geograficamente molto ampia e demograficamente quasi vicino al milione di residenti.

In mattinata, subito dopo Ferragosto, sono usciti i dati riguardanti il cosiddetto ‘tempo libero’. Ad occupare le prime posizioni, in qualsiasi classifica, sono le province del nord ed ovviamente quelle del Sud non possono che occupare le ultime.

Andiamo a vedere i dodici settori che sono stati considerati ai fini del ‘tempo libero’. I dodici indicatori sono i seguenti: densità turistica, permanenza nelle strutture, ricettività e natura, tutti gli spettacoli, ristoranti e bar, librerie, cinema, teatro, spesa in cinema e teatro, concerti, mostre ed esposizioni, sport.

Nella classifica finale, quella riassuntiva di tutti e dodici gli indicatori, Caserta si piazza al 92 posto su 107 province. La classifica interna alla Campania vede Napoli che si pone prima fra tutte le province, posizionandosi al 43° posto generale, seguita da Salerno al 66°, Benevento all’88°, solo Avellino al 100° è dopo Caserta.

 

CasertaNapoliAvellinoBeneventoSalerno
Classifica finale92431008866
Densità turistica76310310438
Permanenza media in strutture6744989426
Ricettività e natura7049552842
Tutti gli spettacoli2648907473
Ristoranti e bar6376785619
Librerie8339723377
Cinema5770425284
Teatro100489310751
Spesa in cinema e teatro7952878878
Concerti98771039079
Mostre ed esposizioni9730927981
Sport99106818453

 

Questo è il quadro completo. Riteniamo che una classe dirigente – nella quale non va compresa solo quella politica, ma anche quella sindacale, imprenditoriale, burocratica, etc. – si debba porre il problema di leggere in modo accurato la classifica finale de Il Sole 24 Ore, nonché quelle analitiche. Certo tali statistiche non diranno, non potranno dire tutto, nel senso che non possono comprendere tutto o, per lo meno, ciò che più interessa al sindaco x piuttosto che all’imprenditore y, ma qualche punta di verità la diranno senz’altro e qualche messaggio lo si potrebbe pur recepire. Tra qualche mese nei civici consessi si inizia a convocare i consigli per i bilanci preventivi, allo stesso modo che nelle aziende ci si incomincia ad interrogare su quali beni occorre intensificare l’attività tutta, quali eliminare e via di seguito. Se tutto ciò è vero, una classe dirigente attenta riesce ben a preventivare ciò che più desidera per le proprie sorti il prossimo anno. Se poi parametriamo tali statistiche con quelle di altri istituti, come la Svimez, il quadro è sempre più completo ed a maggior ragione si possono delineare linee di sviluppo diverse rispetto a quelle finora disegnate ed attuate.

Tutta la classe dirigente deve capire che stiamo ad un punto di snodo, nell’affrontare il quale bisogna essere concreti e lungimiranti, perché se è bello raccontare il passato, dovrebbe essere ancora più bello raccontare il futuro.