Camorra. Processo clan Piccolo. Rito abbreviato per 26 uomini

Si è svolta ieri, 25 ottobre, l'udienza preliminare a carico di presunti esponenti del clan dei Quaqquaroni. Una faida trentennale quella che vede contrapposte le famiglie Piccolo e Letizia, a quella dei Belforte, alias Mazzacane, per il controllo delle attività illecite nel territorio di Marcianise. A dicembre il Pubblico ministero formulerà le richieste di condanna.

Sono 26 gli indagati appartenenti al clan PiccoloLetizia di Marcianise, noti anche come Quaqquaroni, ed esponenti del clan Perreca di Recale che hanno scelto di essere sottoposti al rito abbreviato innanzi al Tribunale di Napoli: Fabio Buanno, 56 anni di Marcianise; Luigi Caterino, 69 anni di Casal di Principe; Francesco Antonio Celeste, 34 anni di Caserta; Maria Cristiano, 54 anni di Marcianise; Pietro De Lise, 48 anni di Portico di Caserta; Andrea Letizia, 43 anni di Marcianise; Antonio Letizia, 50 anni di Marcianise; Giuseppe Letizia (detto Vincenzo), 28 anni di Marcianise; Primo Letizia, 35 anni di Marcianise; Michele Maietta, 36 anni di Marcianise; Antimo Mastroianni, 54 anni di Recale; Antonio Nacca, 39 anni di Marcianise; Felice Napolitano, 56 anni di Marcianise; Luigi Noia, 57 anni di Recale; Giovanni Perreca, 59 anni di Recale; Giuseppe Pettrone, 53 anni di Pignataro Maggiore; Angelo Piccolo, 39 anni di Marcianise; Palma Bellopede Piccolo, 42 anni di Marcianise; Francesco Piccolo, 39 anni; Pasquale Piccolo, 59 anni di Marcianise; Salvatore Ricciardi, 36 anni di Marcianise; Mario Russo, 34 anni; Gennaro Scognamiglio, 63 anni di Portici; Salvatore Silvestre, 50 anni di Marcianise; Giovanni Timbone, 47 anni di Afragola; Vincenzo Timbone, 45 anni di Afragola.

Il rito abbreviato sarà celebrato alla metà di dicembre e in quella occasione, il pubblico ministero della Dda di Napoli, Luigi Landolfi, formulerà le richieste di condanna. I difensori di alcuni imputati hanno avanzato riserva che verrà sciolta nell’udienza fissata a metà novembre. Tra queste posizioni, quella di Achille Piccolo, detenuto in regime di carcere duro. Si presume vogliano procedere con il rito ordinario, invece, Domenico ed Antimo Perreca dell’omonimo clan di Recale.

Agli indagati viene contestato il delitto di associazione per delinquere di stampo mafioso, a vario titolo, in qualità di promotori, organizzatori e partecipi dei suddetti sodalizi di stampo mafioso che, avvalendosi del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, realizzano, in modo illecito, il controllo delle attività economiche, il rilascio di appalti e servizi pubblici, il rilascio di concessioni e autorizzazioni amministrative, l’illecito condizionamento del diritto di voto, il reinvestimento speculativo in attività imprenditoriali, immobiliari e finanziarie.

L’inchiesta dello scorso mese di aprile con il conseguente arresto di 30 persone, ha permesso di appurare la pericolosità del sodalizio PiccoloLetizia, alias Quaqquaroni, in netto contrasto con i rivali dei Belforte, detti anche Mazzacane. Sopratutto dopo la cattura di diversi esponenti di quest’ultimo clan che ne aveva messo alla luce l’indebolimento e la compromissione della egemonia sul territorio marcianisano e zone contigue. Inoltre, le attività investigative hanno permesso di appurare, negli anni successivi al 2005, tensioni interne al clan Piccolo e sopratutto tra le fazioni Piccolo e Letizia proprio in relazione al potenziale ricollocamento dei Quaqquaroni a leader assoluti.

Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri difensori, gli avvocati Domenico Enzo Ferraro, Fabio Della Corte, Massimo Trigari, Giuseppe Foglia, Giuseppe Stellato, Gaetano Laiso, Nicola Marino, Andrea Piccolo, Mirella Baldascino, Renato Jappelli ed Angelo Raucci.