NAPOLI. Si intensifica l’azione di prevenzione, diagnosi precoce e salute pubblica con EMOCAMP, lo screening regionale integrato per le emoglobinopatie sviluppato dal Dipartimento della Donna del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica – Centro di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e Università “Luigi Vanvitelli”.
La metodologia innovativa e non invasiva, che permette di individuare eventuali anomalie dell’emoglobina, è stata presentata in occasione dell’81° Congresso Nazionale di Pediatria a Padova, il principale appuntamento scientifico nazionale dedicato al confronto, aggiornamento e crescita professionale per tutti i pediatri, ospedalieri di libera scelta e universitari, e per i professionisti dell’area materno-infantile.
Il gruppo di ricerca dell’AOU e Università Vanvitelli, coordinato dalla Professoressa Maddalena Casale, è stato protagonista di un keynote speech durante il quale, in modalità multidisciplinare, è stato discusso il progetto EMOCAMP, con riferimento alla pratica clinica pediatrica, alla promozione della salute, alla prevenzione e all’innovazione terapeutica, centrata sui bisogni del bambino e dell’adolescente.
Le emoglobinopatie rappresentano le malattie congenite ereditarie più frequenti al mondo e rappresentano un problema sanitario emergente anche in Italia. Sono causate da un difetto dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue e si trasmettono ai figli da entrambi i genitori biologici, madre e padre, che possono esserne portatori. L’aumento dei casi e l’impatto assistenziale hanno indotto l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’ONU a riconoscerle come un rilevante problema di salute globale, promuovendo strategie di prevenzione e diagnosi precoce.
«Nonostante l’elevata prevalenza nel Mediterraneo e l’aumento dei flussi migratori, queste patologie non sono ancora incluse nello screening neonatale obbligatorio, generando disuguaglianze regionali nell’accesso alla diagnosi precoce – sottolinea la Professoressa Maddalena Casale, Responsabile Scientifico del progetto EMOCAMP – Riconoscere precocemente la malattia è fondamentale perché permette di iniziare trattamenti e programmi di sorveglianza che riducono notevolmente le possibili complicanze, allungano la vita e ne migliorano la qualità. Presso il Centro di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell’AOU Università Vanvitelli di Napoli è stato avviato un progetto pilota di screening integrato per le emoglobinopatie: antenatale/preconcezionale e neonatale, finalizzata all’identificazione di portatori e coppie a rischio. Napoli è leader per aver introdotto il test EMOCAMP nel nido e nella terapia intensiva neonatale dell’AOU Vanvitelli. Ai familiari viene inoltre offerto lo screening per emoglobinopatie qualora non precedentemente eseguito. Dall’innovazione sperimentale di EMOCAMP si delinea un modello organizzativo replicabile in tutta la Campania e in tutta Italia».
Nel corso del Congresso Nazionale, sono stati presentati anche i primi risultati da settembre 2025 ad oggi: oltre 700 neonati sono stati sottoposti a screening per le emoglobinopatie, con un’incidenza di portatori pari all’1,12%. Sono stati realizzati, inoltre, oltre 1200 screening antenatali, in cui la percentuale di portatori si attesta intorno all’11.9%. Lo screening inoltre ha individuato diversi bambini malati.
Il Centro di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Università “Luigi Vanvitelli” è impegnato, inoltre, in una costante campagna di sensibilizzazione alla prevenzione.
«Dal laboratorio al paziente. La ricerca scientifica si traduce in cure innovative e personalizzate, con un impatto positivo sulla salute pubblica. EMOCAMP rientra tra le azioni di Terza Missione e di trasferimento tecnologico del Dipartimento della Donna del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica – spiega il Direttore, Professore Silverio Perrotta – Nella prima fase di sperimentazione, il gruppo di ricerca ha raccolto dati epidemiologici preliminari utili alla pianificazione sanitaria regionale e alla definizione di strategie di prevenzione. Il modello integrato di screening antenatale/neonatale per le emoglobinopatie è fattibile e sostenibile in un contesto clinico reale. L’integrazione dei due livelli di screening consente di intercettare precocemente portatori e coppie a rischio, favorendo scelte riproduttive consapevoli attraverso il counselling genetico e di identificare tempestivamente i neonati affetti con l’avvio di azioni terapeutiche. EMOCAMP potrà contribuire alla futura implementazione di un programma strutturato di screening per le emoglobinopatie in Italia».
Il Progetto EMOCAMP è coordinato dal Centro di Cura delle Emoglobinopatie dell’AOU – Università Luigi Vanvitelli di Napoli (Responsabile Scientifico Maddalena Casale) e sostenuto da Regione Campania, Direzione Generale Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, Avviso Pubblico per la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione nel campo delle Malattie Rare (DGR 393 del 19/07/2022; n. interv.22, DD Ammissione n. 80 del 15/06/2025)