CARCERE di POGGIOREALE. Un carcere che “non funziona non produce sicurezza ma solo recidiva”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, parlando nel corso della cerimonia di inaugurazione di reparto del carcere napoletano “Giuseppe Salvia”, che è stato completamente ristrutturato. Sul fronte della politica penitenziaria “bisognerà continuare a fare quello che finora abbiamo fatto”.
“Noi avevamo un indice di sovraffollamento ed oggi siamo rientrati in una situazione più accettabile – ha proseguito Orlando – e credo che se nei prossimi cinque anni si farà lo stesso lavoro che è stato fatto negli ultimi cinque, il rischio di emergenza nel sistema penitenziario sarà completamente alle spalle”.
La stanza divisa in zona notte e zona giorno, due posti letto soltanto e un bagno dotato di tutti i servizi. E’ la cella di un carcere ma non è più uno spazio angusto con letti a castello, nessuna separazione tra l’ambiente in cui si dorme e quello in cui si mangia o si fanno altre attività.
Nel secondo padiglione “Genova” del carcere di Poggioreale la ristrutturazione è avvenuta seguendo tutte le prescrizioni del sistema penitenziario in materia di rispetto della dignità del detenuto e della sicurezza degli operatori. La struttura ha una capienza regolamentare complessiva fino a 102 posti. Nel piano interrato sono stati sistemati i locali tecnici, al piano terra ci sono 8 stanze per i detenuti, una stanza per le attività sociali, un’infermeria e la sala controllo. Nei tre piani superiori è prevista una stanza per disabili e altre otto per i detenuti, oltre alla stanza per le attività di gruppo.
Nel pomeriggio la nuova struttura è stata inaugurata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, insieme al capo del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo al direttore del penitenziario “Giuseppe Salvia” Maria Luisa Palma. I lavori di ristrutturazione sono cominciati nel 2016 e sono ancora in corso per altri reparti e soprattutto per i laboratori. A breve sarà inaugurata la pizzeria di Poggioreale, per rendere il carcere “più affollato e problematico d’Italia”, come ha detto il ministro
Orlando, “non un carcere scandinavo”. “Certamente sono stati fatti dei passi in avanti per superare elementi patologici”. Uno sforzo sottolineato anche dal neo direttore Maria Luisa Palma per rendere l’istituto al passo con le direttive europee sulla riabilitazione e il reinserimento dei detenuti. “E’ sicuramente conforme alla norma – ha spiegato Palma – alla normativa sul rispetto dell’uomo detenuto e delle persone che ci lavorano”.