CASERTA. Ancora violenza sulle donne, altro che festeggiamenti per l’8 marzo

Sono sempre più in aumento le violenze contro le donne

CASERTA – A poche ore di distanza dalla ricorrenza dell’8 Marzo, siamo costretti a registrare l’ennesima violenza ai danni di una donna. Una donna di 24 anni è stata violentata, nel pomeriggio di martedì 5 marzo 2019, da tre giovani nella stazione della ferrovia Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano (Napoli). La violenza è avvenuta all’interno dell’ascensore della Stazione. La giovane, che abita a Portici (Napoli) è stata trasportata all’Ospedale Villa Betania. Sul posto è intervenuta la Polizia, alla quale ha sporto denuncia. Gli agenti stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza.

Al momento della violenza, avvenuta poco dopo le ore 18.00, nella Stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano c’era ancora molta gente che, sembra, non si sia accorta di nulla. La donna, in stato di choc, è stata trasportata da un’ ambulanza del 118 all’ Ospedale Villa Betania di Napoli. Nella Stazione sono presenti numerose telecamere che potrebbero fornire elementi preziosi agli agenti del Commissariato di San Giorgio a Cremano, che sono sulle tracce dei responsabili della violenza. La violenza contro le donne è un fenomeno esteso che si perpetua nel tempo senza soluzione di continuità e di soluzione.

Ogni anno registriamo come, in concomitanza con la ricorrenza, in tutt’Italia è un fiorire di seminari, convegni, flash mob, inaugurazioni di panchine rosse, tappeti di scarpe rosse, tutto pur di “apparire” e far vedere come ci ricordiamo di loro, delle nostre donne: madri, mogli, figlie, fidanzate, compagne, amanti. Eppure le violenze continuano e non si fermano. Una donna su 5 subisce nel corso della vita uno stupro o un tentativo di stupro; una su 4 è maltrattata da un partner o ex partner; quasi tutte le donne hanno subito una o più molestie di tipo sessuale: telefonate oscene, esibizionismi, molestie sul lavoro e così via. Non tutti gli uomini naturalmente usano la violenza fisica contro le donne ma si tratta comunque di violenza di genere cioè violenza di uomini contro donne e bambine.

Italy: Demonstration against Violence against Women

Nella stragrande maggioranza dei casi gli omicidi avvengono all’interno della famiglia, mariti (36 per cento), partner (18), parenti (13), ex (9), persino figli (11). Solo il 6% delle donne italiane denuncia la violenza subita, mentre crescono nuovi reati: stalking, molestie, tratta di schiave e altre violenze legate all’immigrazione. Nella fascia tra i 14 ei 65 anni il 50% delle donne hanno subito ricatti sessuali e molestie le più svariate e tragicamente fantasiose; le donne molestate sui luoghi di lavoro sono 3.864.000, le laureate sono le più molestate, il 27,1%. Nel frattempo, in attesa di nuove e più impellenti interventi, che debbono obbligare giudici e FF.OO. ad intervenire, a tutela delle donne, il più presto possibile non appena venuti a conoscenza di qualsiasi forma di violenza, sono in campo molteplici interventi, come: la tutela delle vittime di maltrattamenti e violenza domestica, le risorse per finanziare un Piano d’azione antiviolenza e la rete di case-rifugio, la formazione sulle tecniche di ascolto e approccio alle vittime, di valutazione del rischio e individuazione delle misure di protezione, i corsi sulla violenza domestica e lo stalking.

Inasprita anche la disciplina penale con misure cautelari personali, un ampliamento di casi per le associazioni a delinquere, la tratta e riduzione in schiavitù, il sequestro di persone, i reati di terrorismo, prostituzione e pornografia minorile e contro il turismo sessuale. Sui territori le prefetture promuovono, dove emergono i bisogni e le esigenze, iniziative di informazione e sensibilizzazione per combattere sul nascere la violenza di genere: formazione nelle scuole, corsi di formazione per gli operatori delle strutture sociosanitarie, per migliorare la prima accoglienza, forme di collaborazione con gli enti locali e le associazioni per potenziare l’accoglienza e il sostegno alle vittime, task force e gruppi di lavoro per pianificare le iniziative e divulgare le best practice.