Caserta. BIODIGESTORE di PONTESELICE : una GUERRA interna al PD nello sconcertante SILENZIO del CENTRO DESTRA di Terra di Lavoro

di GIOVANNA PAOLINO

Caserta, vicenda Biodigestore Ponteselice.  Lo scorso 5 maggio , il Sindaco di San Nicola La Strada , Vito Marotta, e il Sindaco di Casagiove, Roberto Corsale,  hanno avuto una audizione in Regione Campania presso l’Assessorato all’Ambiente con il Vice Presidente della Giunta Regionale, Onorevole Fulvio Bonavitacola sul tema dell’impianto rifiuti  proposto dal Comune di Caserta.

Anche una   delegazione del Coordinamento Provinciale   dei Verdi, guidata da Edgardo Ursomando, insieme con il Consigliere Regionale Francesco Emilio Borreli, il 3 maggio 2017, e’ stata  ricevuta in Regione per una audizione con la Commissione Terra dei Fuochi presieduta dall’Onorevole Gianpiero Zinzi.

Esaminando con attenzione l’intera vicenda emerge un dato fondamentale : al di la’ dell’impatto ambientale , che sara’ provocato dal biodigestore  in localita’ Ponteselice, l’intera vicenda della istallazione dell’impianto e’ semplicemente il riflesso di una guerra interna al Pd  provinciale, che  vede contrapposti, da un lato , il Sindaco di Caserta , Carlo Marino, e dall’altro i Sindaci di Casagiove e di San Nicola La Strada,  Roberto Corsale e Vito Marotta.

Resta il fatto che il Comune di Caserta percepira’ per la costruzione del biodigestore un finanziamento da parte della Regione Campania pari a 26milioni e mezzo di euro , che andra’ a gestire in piena autonomia.

I  vicini Comuni di San Nicola La Strada, Casagiove, Recale, che , inevitabilmente , subiranno da questa situazione un impatto ambientale negativo , rimangono a bocca asciutta.

Il  biodigestore  di Ponteselice non e’ altro che il rafforzamento della leadership di Carlo Marino, Renziano doc, all’interno del Pd provinciale .Una situazione, questa, che , per ovvie ragioni, non viene accettata dal resto del Pd-

La vicenda del biodigestore di Ponteselice, dunque,  sta assumendo i caratteri di una questione squisitamente politica che esprime la guerra fra le varie anime del Pd  provinciale, ovvero il Sindaco Carlo Marino , da un lato, che ha come referente il Consigliere Regionale Stefano Graziano, e , dall’altro, i Sindaci Roberto Corsale e Vito Marotta, a cui si e’ unito il Pd di Recale. Senza contare i sostenitori della Mozione Emiliano, tra cui Carlo Corvino e Mariana Funaro,  i quali, invece, hanno come referente regionale l’Onorevole Gennaro Oliviero,  che di Stefano Graziano e’ il competitor politico per eccellenza , anche in vista delle prossime elezioni politiche.

Insomma , una dinasty casertana della serie ” fratelli serpenti “, nella quale, inspiegabilmente, il Sindaco Carlo Marino, contrario alla istallazione dell’impianto nell’area Ponteselice,  durante l’amministrazione Del Gaudio, ora ne e’  diventato convinto sostenitore.

Ma , proprio tali  elementi lasciano supporre  che il Pd , come sempre, trovera’ al suo interno un ” bonario componimento ” che lascera’ soddisfatti  tutti i protagonisti di questa vicenda.

Ad avallare questa  tesi, sostenuta, peraltro, da  numerosi addetti ai lavori della politica, la  prossima visita del 10 maggio 2017 a Caserta da parte del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che, lo scorso 5 maggio,  ha affidato l’audizione sul biodigestore al suo alter ego Fulvio Bonavitacola, entrambi, peraltro, Salernitani.

Ma l’orientamento di ” morbida  risoluzione ” , a cui sembra essere destinata l’intera vicenda del biodigestore di Ponteselice , sembra essere dimostrata anche da altri fattori .

Basti pensare che ne’ la Regione Campania, ne’ i Sindaci Marotta e Corsale hanno diramato un comunicato stampa in seguito all’audizione che si e’ tenuta nei giorni scorsi.

Evasivo, inoltre, sembra anche il post  che il Sindaco Vito Marotta ha pubblicato su Fb per informare la cittadinanza sull’esito dell’audizione di cui qui di seguito  riportiamo il contenuto.

“Abbiamo descritto e motivato analiticamente le ragioni della nostra contrarietà alla localizzazione individuata (Ponteselice), precisando che condividiamo gli sforzi di voler completare il ciclo integrato dei rifiuti, ma gli impianti vanno realizzati, così come previsto dal l’avviso regionale, lontano dai centri abitati e rispettando la vocazione dei territori.

Dopo circa tre ore di confronto, l’Assessore ha proposto ai rappresentanti del capoluogo:
in primis, di individuare una localizzazione alternativa
e di approfondire in un successivo incontro alcune criticità (inconfutabili) della proposta avanzata, tra cui:
A) la compatibilità con il centro urbano
B) gli impatti sulla viabilità
C) le ricadute sul turismo, considerata la estrema vicinanza alla Reggia
D) la programmazione dell’ATO rifiuti
E) la proprietà dell’area.

Nelle more della prossima riunione, terremo alta l’attenzione ed approfondiremo ulteriori motivazioni che ci inducono a ribadire la necessità di finanziare una localizzazione diversa, lontana dai centri abitati e lontana dalla Reggia di Caserta.
Su questo tema non ci fermiamo!”.

Sembra quasi un prendere tempo in attesa che il Presidente De Luca , emissario di Matteo Renzi sul territorio, arrivi a Caserta per mettere fine alla  lite fra i suoi giovani Sindaci, in cambio, ovviamente, di una rimodulazione politica , e non solo, della intera vicenda. Difatti, gia’ si parla di mediazione fra le parti.

Si pensi , inoltre, che a San Nicola La Strada  le Associazioni e i Comitati  contestano al Primo Cittadino di non averle coinvolte nella risoluzione del problema . E, a questo proposito, va ricordato l’impegno e la passione civile che fino ad oggi hanno animato l’attività delle associazioni e dei comitati sannicolessi nelle battaglie a difesa dell’ambiente. Fra tutte , quelle contro la discarica Lo Uttaro.

Ci si chiede quali possano essere le ragioni di una simile strategia da parte della amministrazione comunale di San Nicola La Strada , che continua nella sua comunicazione sbiadita affidandosi ad un semplice post su fb.

Ma non e’ tutto.

A tutt’oggi , a Caserta , la questione  biodigestore e’ diventata la crociata solo dei Verdi,  che a livello provinciale sono coordinati da Edgardo Ursomando, e da Speranza per Caserta, che , guidati da Norma Naim, ha organizzato la massiccia manifestazione di protesta contro l’impianto prevista per il 13 maggio 2017.  Alla base della lotta la inopportunita’ dell’impianto proprio nei pressi della Reggia di Caserta e di un’area ad alta densita’ di popolazione, e cio’ a causa delle emissioni maleodoranti che si diffonderebbero nell’atmosfera in contrasto con il programma di riqualificazione turistica  del territorio che ha come epicentro la citta’ di Caserta.

Sul punto e’ intervenuto anche Pio Del Gaudio, gia’ Sindaco di Caserta, che ha sostenuto e condiviso le tesi dei Verdi e di Speranza per Caserta , affermando che queste furono le ragioni per le quali egli, all’epoca della sua amministrazione comunale ,  si rifiuto’ di istallare l’impianto a Ponteselice.

L’elemento sconcertante della vicenda resta il silenzio , assordante  si potrebbe dire,   del centro destra casertano, e, in particolare dell’opposizione consiliare al Comune di Caserta, composta, oltre che da Speranza , anche da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Citta’ Futura, Primavera Caserta .

Per quali ed incomprensibili ragioni tacciono sulla vicenda  i vari Nicola Garofalo, Riccardo Ventre, Stefano Mariano, Enzo Bove, Massimiliano Marzo , i quali  ripetutamente affermano   di agire solo e soltanto nell’interesse dei cittadini

Perche’  il centro destra  casertano non prende una posizione sulla vicenda?

Sconcertante sul punto e’ anche il silenzio della Pro Loco di San Leucio, della quale e’ parte attiva Pasquale Napoletano, gia’ Assessore al Comune di Caserta  durante la giunta Del Gaudio.

Come noto , la Pro Loco di San Leucio sta sostenendo una guerra ad oltranza contro i miasmi che infestano il Real Sito, ma sulla vicenda biodigestore tace in modo dimenticando che le esalazioni maleodoranti dell’impianto  si propagherebbero anche in linea d’aria al borgo ferdinandeo.

Il silenzio del centro destra casertano conferma che la guerra  sul biodigestore e’ una guerra interna al Pd e alla quale l’opposizione non vuole prendere parte anche per non sfidare Carlo Marino, il Sindaco che ha aperto a Caserta la “nuova fase di  attiva e proficua interlocuzione con la minoranza consiliare “.

Indubbiamente, la classe politica casertana, tutta, esce gia’ sconfitta da questa vicenda per le ragioni sopra indicate-

A questo punto  si tratta di attendere quanto accadra’ in seguito alla visita del Presidente De Luca a Caserta :ma si potrebbe gia’ quasi presagire che  non esistono figli ribelli dinanzi ad un padre che ha le capacita’ di accontentarli tutti.