CASERTA. #Fridaysforfuture, lo sciopero per l’ambiente, ecco cosa succede venerdì 15 marzo anche in Italia

Sono 140 gli appuntamenti in Italia, migliaia nel mondo. I giovani seguono l'esempio di Greta Thunberg e spendono il loro venerdì pensando al futuro

CASERTA – Dilaga lo sciopero per il clima. I giovani, e non solo loro, scendono in piazza per il clima. Seguendo l’esempio di Greta Thunberg, la giovanissima attivista svedese, sedicenne, che dal 20 agosto 2018 dello scorso anno si è messa ogni venerdì in sciopero scolastico, seduta vicino al parlamento svedese, armata solo di cartelli, per sollevare l‘attenzione sul cambiamento climatico il movimento Fridaysforfuture – un movimento “liquido” che vive sul web e sull’emulazione di centinaia di gruppi spontanei – ha fatto un salto di qualità passando la protesta del venerdì da locale a globale, a manifestazioni marce e flash mob in tutto il mondo.

Dunque, oggi, venerdì 15 marzo 2019 sono in programma 1659 eventi in 105 paesi. Ce ne sono 190 in Germania, 98 nel Regno Unito, 136 negli Stati Uniti e 140 in Italia, ma si va anche in Nuova Zelanda, Uganda, Colombia, Nepal, Sudafrica. La richiesta è comune: cambiare l’atteggiamento nei confronti del pianeta prima che sia troppo tardo e che il cambiamento climatico provochi danni irreperibili. Dunque, non solo Greta Thunberg, la giovane attivista svedese che dal 20 agosto del 2018 ha protestato, in sciopero scolastico, seduta di fianco al parlamento svedese, scenderà in strada per sostenere il movimento ambientalista.

Dopo di lei migliaia di studenti in decine di città nel mondo si sono dati appuntamento questo venerdì 15 marzo 2019. Il movimento diventa globale con marce, manifestazioni e flash mob in tutto il mondo. Anche il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa, la rete delle agenzie pubbliche ambientali, cioè l’Ispra nazionale e le Arpa regionali) aderisce al Global Strike for Future di venerdì 15 marzo e sottolinea come “in Italia il 2018 è stato, ad oggi, l’anno più caldo di tutta la serie storica di dati controllati ed elaborati, cioè almeno dal 1961: +1,77 C rispetto al valore normale di riferimento 1961-1990, +1,15C rispetto al rispetto al valore normale di riferimento 1981-2010. In base a studi sul passato, si può affermare che in Italia il 2018 risulta essere l’anno più caldo da almeno 2 secoli circa.