CASERTA: la Cassazione conferma la condanna a 8 anni per Caliendo che picchiò la Miss Rosaria Aprea

a cura di Iole Vaccaro

La Cassazione ha confermato la condanna a otto anni di reclusione per lesioni gravissime a carico di Antonio Caliendo che,  “per motivi futili e abietti di inescusabile gelosia punitiva” , il 12 maggio del 2013, picchiò la sua compagna Rosaria Aprea, miss di bellezza della provincia di Caserta, e le diede un calcio che le spappolò la milza.

Le motivazioni della Corte Suprema, sono state pubblicate oggi, ma il verdetto è del dicembre scorso. La Quinta sezione penale ha rifiutato le richieste dell’imputato di avere una riduzione della pena, applicatagli a maggio del 2013 dalla Corte di Appello di Napoli. All’epoca la condanna seguì conformemente quella emessa dal gup con rito abbreviato.

 Gli avvocati di Caliendo considerano che la “gelosia punitiva” non fosse un aggravante dei “futili motivi” ma la Corte di Appello ha respinto l’ipotesi.

La Cassazione ha tenuto conto del comportamento ossessivo dell’imputato nei confronti della ragazza, comportamento che era di limitazione alla sua libertà e vita sociale; da questo punto di vista la gelosia si configura come un atto di proprietà e potere sulla persona. Altro aggravante è stato l’aver abbandonato la ragazza, dopo averla picchiata, nonostante le sue gravi condizioni, queste crudeli modalità di azione hanno completato il quadro. Inutile e ridicolo il tentativo della difesa di chiedere attenuanti generiche sulla base del fatto che la milza non fosse stata spappolata del tutto