CASERTA : OMICIDIO MONGILLO. IL GIALLO DELLA PISTOLA E L’ARRESTO DI UMBERTO ZAMPELLA.

 

di Giovanna Paolino

I Carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Caserta in esecuzione all’ordine di aggravamento, emesso dalla Corte di Appello di Napoli, hanno tratto in arresto Umberto Zampella, classe ’94, del posto. L’aggravamento è scaturito dalla violazione delle prescrizioni degli arresti domiciliari cui il Zampella era sottoposto per pregressa rapina, in quanto all’interno della sua abitazione, l’8 luglio scorso, si è verificato l’omicidio di Marco Mongillo. L’arrestato è stato tradotto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Umberto Zampella e’  fratello di Antonio, il giovane consegnatosi ai carabinieri auto accusandosi di aver premuto il grilletto della pistola che ha ucciso l’amico Marco Mongillo. L’omicidio di Marco Mongillo è avvenuto proprio a casa di Umberto Zampello, detenuto agli arresti domiciliari per una rapina. E le manette per il giovane sono scattate proprio in virtù della violazione degli arresti domiciliari .

Proprio ieri  si sono tenuti i funerali di Marco Mongillo, nella Chiesa del Buon Pastore di Caserta. E se Antonio ha sempre sostenuto di non sapere che l’arma fosse carica e di aver sparato in testa all’amico per un tragico errore, per un gioco incosciente finito male, alcune ombre si addensano sulla sua versione dei fatti: gli inquirenti non escludono che Antonio abbia sparato a Marco al culmine di un litigio per ragioni legate allo spaccio di stupefacenti.

Intanto , secondo indiscrezioni,  un vero e proprio mistero sembra avvolgere l’arma del delitto , la pistola Browing calibro 7.65.

Sono in molti a sostenere che i colpi fuoriusciti dall’arma sarebbero  due , e non uno, anche se , in realta’ , a tutt’oggi, sarebbe stato ritrovato un solo proiettile. Se cosi’ fosse, ovvero se i colpi fossero due, sarebbe automaticamente esclusa la tesi  , sostenuta da Antonio Zampella, della roulette russa.

 

Nel Rione Santa Rosalia, poi, circolano notizie molto strane in merito all’arma del delitto. Si dice che la Browing calibro 7.65 , ritrovata avvolta  in canovacci da cucina ed utilizzata per uccidere Marco Mongillo, in realta’ sia la stessa arma adoperata per la morte di Pasquale Magno, ex pugile, di Caserta,  ucciso il 19 agosto 2006  con due colpi di pistola a distanza ravvicinata .

Se  questo fosse vero, bisognerebbe  inevitabilmente chiedersi come mai tale  arma  sia  arrivata in possesso di questi ragazzi , di cui uno agli arresti domiciliari.

Insomma, il giallo sembra infittirsi anche se l’arresto di Umberto Zampella potrebbe  aprire la porta a nuovi sviluppi nelle indagini.

Rimane la domanda : chi ha davvero ucciso Marco Mongillo ?