di GIOVANNA PAOLINO
Caserta. Autunno caldo nel Pd provinciale dove sono iniziate consultazioni per la designazione del candidato alla carica di Presidente della Provincia di Caserta .
Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale sono state fissate per il 12 ottobre 2017 : le liste dovranno essere presentate all’Ufficio Elettorale , costituito presso la Provincia in viale Lamberti, entro il 20 settembre, ovvero entro il ventunesimo giorno antecedente a quello delle elezioni.
All’interno del Pd, tuttavia, non vi e’ l’attesa unanimita’ circa la candidatura di Carlo Marino, Sindaco della citta’ di Caserta, alla carica di Presidente della Provincia.
Il tutto e’ emerso in un vertice che si e’ svolto ieri, 31 luglio 2017 , al quale hanno preso parte il Commissario Franco Mirabelli e Parlamentari, Consiglieri Regionali, Sindaci e Rappresentanti delle varie aree del Pd.
Insomma, la candidatura di Carlo Marino alla carica di Presidente della Provincia di Caserta e’ fonte di disaccordo all’interno del Pd.
A sostenere la candidatura del Primo Cittadino di Caserta, il Commissario Franco Mirabelli, appoggiato dal Consigliere Regionale Stefano Graziano e dall’Europarlamentare Pina Picierno.
In pieno disaccordo con il Commissario Provinciale, invece, il Consigliere Regionale Gennaro Oliviero , la Deputata Camilla Sgambato , la Senatrice Lucia Esposito , in rappresentanza di Laboratorio Democratico , e Gennaro Falco , espressione dell’area Fronte Democratico.
Alla base della divergenza proprio le modalita’ di individuazione di Carlo Marino come candidato alla presidenza della provincia di Caserta. I dissidenti hanno sottolineato come questa scelta da parte del Pd sia stata caratterizzata dalla assoluta mancanza di confronto con le varie componenti del partito.
Il Commissario Mirabelli ha ribadito la centralita’ della candidatura di Carlo Marino , Sindaco della citta’ capoluogo, alla carica di Presidente della Provincia in quanto espressione unitaria e condivisa del partito , che ha ” necessita’ di presentare una candidatura propria con il sostegno di Centro Democratico e di Campania Libera”.
E se per Mirabelli e’ fuori discussione la candidatura di Carlo Marino , il veto e’ partito da Gennaro Oliviero , il quale ha ribadito che , in mancanza di un confronto, si potrebbe pensare ad una candidatura contrapposta e alternativa a quella di Carlo Marino .
Piu’ morbidi i Lab Dem e Fronte Democratico che hanno chiesto al Commissario semplicemente una candidatura condivisa fra tutte le anime del partito.
E, intanto, mentre circola insistente il nome di Renato Natale, Sindaco di Casal di Principe, come competitor di Carlo Marino sostenuto da Oliviero e Sgambato , Mirabelli rimane fermo sulle sue posizioni e fa sapere che oggetto di discussione saranno solo le liste dei candidati alla Provincia la cui composizione ed il numero dovranno essere sottoposti al vaglio di un gruppo di lavoro costituito da esponenti istituzionali del partito.
Il vertice, dunque, ha rimarcato una spaccatura all’interno del partito alimentata anche da un nulla di fatto circa la convocazione del congresso Pd , che avrebbe dovuto il prossimo 22 ottobre ma che sicuramente subira’ uno slittamento.
Sul punto e’ intervenuta anche l’area che si rifà alla senatrice Rosaria Capacchione, storico riferimento del ministro Orlando in provincia di Caserta fin dai tempi di Rifare l’Italia, che sostiene la tesi di Franco Mirabelli ritenendo che la situazione della provincia di Caserta richieda un deciso cambio di passo sia nella qualità della proposta e sia nella autorevolezza di chi la dovrà rappresentare.
E in questo e’ evidente la spaccatura anche all’interno dell’area Orlando, laddove Camilla Sgambato ha espresso dissenso contro la candidatura di Carlo Marino.
Ma tant’e’ !
“In particolare – afferma il gruppo Caserta Orlando – è necessaria discontinuità rispetto ad una gestione di centro-destra caratterizzata da insipienza e inconsistenza, soprattutto per quanto attiene alla soluzione o quantomeno alla gestione delle questioni più importanti, a partire da quella delle scuole.
Per tale motivo il Partito Democratico deve porre necessariamente la propria candidatura. Ma questo non basta, perché una candidatura deve avere una riconoscibilità ed autorevolezza che rafforzino e diano la possibilità alla proposta di essere concreta. Per questo si ritiene che il sindaco della città capoluogo Carlo Marino sia il candidato in grado di esprimere le caratteristiche di competenza per la soluzione dei problemi ed autorevolezza per la riconoscibilità all’interno di tutto il campo del centrosinistra, che ha già dimostrato di saper unire nella città di Caserta.
È oggettivo che la candidatura del sindaco della città capoluogo sia la più autorevole, mentre ci sembra poco utile, in una fase delicata come questa propedeutica alle elezioni provinciali, mettere in discussione l’azione del Commissario provinciale Mirabelli, nel momento in cui ha dato inizio ad una fase di dialogo, con le aree e con le rappresentanze istituzionali, che porti il Partito verso la fase congressuale nel modo più sereno possibile.
“Il Partito Democratico – conclude – questa volta non può fallire, e chi si assume la responsabilità di rotture enfatizzandole anche sui mezzi di informazione fa un errore clamoroso per il partito ma soprattutto per la provincia di Caserta”.