Caserta – Una scuola nel Macrico, Miccolo: “Giunta al soldo della grande speculazione”

Miccolo: "Il Macrico è dei casertani e non si tocca"

CASERTA – “La scelta della Giunta Comunale di trasferire la Scuola Media di Via Roma all’interno del Macrico è una scelta politica fatta in nome e per conto della grande speculazione edilizia che ha distrutto, e continua a distruggere imperterrita nel silenzio generale, questa città diventata poco più di un grande paesone sfigurato da decine di alti palazzi mezzi vuoti. La scelta della Giunta Marino di “entrare” nel Macrico per trasferirvi una scuola rappresenta, per noi, un doppio errore” – sostiene il coordinatore di Speranza per Caserta, Michele Miccolo – “Politico, perché il Macrico deve essere un grande parco pubblico aperto a tutti i cittadini, e gestionale, perché con due dissesti aperti e le tasse al massimo, si continuano a sperperare le risorse che vengono messe a disposizione per la città.

Invece di chiedere risorse per risanare l’esistente, si lasciano le scuole cadere a pezzi, si mettono in vendita gli immobili e ci vengono a dire che vanno spesi 5 milioni di euro per fare una scuola proprio nel Macrico? Gli stessi che oggi propongono una variante urbanistica e l’esproprio del Macrico ci hanno sempre deriso quando chiedevamo di destinare il Macrico come f2 e di procedere con l’esproprio dell’area.

Ci hanno sempre risposto che non si poteva fare – continua – I nostri consiglieri comunali da 4 mesi hanno depositato, nuovamente, una mozione per chiedere la definitiva variante al piano regolatore per rendere l’area Macrico F2. Quella mozione giace nei cassetti della presidenza di un consiglio comunale spogliato delle sue funzioni e della sua dignità di massima assemblea cittadina mai convocata se non per approvare le porcate utili alla maggioranza di centro destra-sinistra che governa da 20 anni.

Il Macrico deve essere un parco pubblico aperto alla cittadinanza e – conclude il coordinatore – ci auguriamo che i casertani riescano a far sentire la propria voce in questa battaglia di civiltà”.