Casertavecchia, il borgo in completa “anarchia” fa male solo a se stesso

Daspo Urbano nei confronti dei parcheggiatori abusivi, “ganasce” alle auto, carri attrezzi, più vigili urbani, più “Autoscan” per tenere in vita il Borgo “in via d’estinzione”

Quotidianamente leggo sui quotidiani cartacei, locali o nazionali, sui social, nelle emittenti televisive, il rammarico (e mi sono mantenuto, come siamo soliti dire quando le cose che vediamo sono pessime) da parte di tutti coloro – istituzioni, in primis, ma soprattutto commercianti, residenti e non – che “si lamentano” che in una provincia come la nostra, ricca di cultura, storia millenaria, vestigia d’altri tempi, più o meno remoti, potremmo “vivere” unicamente sapendo sfruttare e valorizzare i nostri beni culturali.

Quante volte abbiamo detto parlando in un salotto letterario, al bar, o in pizzeria, che “potremmo campare di rendita” solamente sapendo gestire il nostro patrimonio culturale. Eppure, tanto per citare un caso eclatante, ma che si potrebbe adattare ad ogni altra nostra realtà della provincia, ogni qualvolta vado nel Borgo di Casertavecchia per una semplice pizza mi accordo del degrado in cui vive l’intero borgo, sempre più in bilico fra turismo, maleducazione, “menefottismo”, ma ciò che è ancora più grave è che fra questi menefreghisti ci sono i commercianti, i ristoratori ed anche il parroco che è contro la ZTL, che fanno di tutto per rendere inviso il borgo alle migliaia di turisti, in gran parte stranieri e italiani del resto del paese, senza rendersi conto che il cattivo comportamento di automobilisti che non rispettano la segnaletica, di parcheggiatori abusivi può rendere nell’immediato ma non certo in prospettiva futura.

Quando i turisti stranieri e non frequenteranno più questo bellissimo borgo medievale saranno costretti ad emigrare in altri siti sino a rendere invivibile anche questi nuovi siti. Come per specie animali in via di estinzione (seppure protette da una legislazione ad hoc, ma non da chi è deputato a farla rispettare) così anche i nostri siti turistici, come è quello di Casertavecchia, dovrebbe essere tutelata dalle Forze dell’Ordine, perché, grazie a DIO le leggi, a tutela del malcostume, della maleducazione, del menefottismo, ci sono ma dobbiamo protestare democraticamente affinché esse vengano rispettate.

Ed allora, ben vengano più vigili urbani in diverse ore del giorno, magari qualche pattuglia itinerante a diverse ora della sera delle altre forze dell’ordine non farebbero male, qualche carro attrezzi, e perché no anche le cosiddette “ganasce”, che ti bloccano l’auto e prima che essa venga “rilasciata” gli automobilisti debbono pagare la sanzione amministrative, ma soprattutto l’adozione del “DASPO URBANO” nei confronti dei parcheggiatori che, come pustole infettive, sono la “cancrena” della collettività. Senza dimenticare l’installazione delle telecamere della videosorveglianza che, purtroppo, ci vorrà ancora del tempo per vederla funzionante mancando ancora i promessi investimenti del Ministero dell’Interno.

Come ha scritto Nadia Verdile, “…. quella che va quotidianamente in scena a Casertavecchia è una guerra tra bene e male, tra cittadini corretti che parcheggiano le automobili negli spazi loro riservati dall’amministrazione comunale e cittadini scorretti che ad onta di ogni regolamento fanno quello che meglio gli pare e se ne fregano dei divieti….”. Insomma, il problema di Casertavecchia sono una piccola parte dei residenti del Borgo.

Caserta Vecchia e la Reggia Vanvitelliana sono i biglietti da visita del nostro capoluogo di provincia, se non si riesce a salvaguardare simili risorse non bisogna scandalizzarsi poi quando anni addietro, un attore gallese, Ewan McGregor, dopo aver girato riprese di un film all’interno della Reggia, in una trasmissione televisiva inglese derise profondamente Caserta, usando un epiteto gravemente offensivo.