CIORLANO (CASERTA)
Processo Minchella, il 6 luglio l’ udienza davanti al G.U.P. del Tribunale di Isernia
CIORLANO (Daniele Palazzo) – Dopo il rinvio di qualche giorno fa, causato dallo sciopero degli Avvocati penalisti, in quanto al processo per l’omicidio del 76enne Celeste Valentino, di Pratella, avvenuto, poco più di due anni fa, nel reparto di lungodegenza dell’ospedale “Santissimo Rosario, di Venafro, del quale è imputata l’infermiera Anna Minchella
, 46enne di Ciorlano, sono di nuovo maturi i tempi per la comparizione delle parti davanti al G.U.P. del Tribunale di Isernia. L’appuntamento è fissato per la mattinata del 6 luglio prossimo. Al momento, la presunta assassina, che, stando alla tesi accusatoria nei suoi confronti, avrebbe somministrato una dose letale di acido cloridrico a Valentino, padre di una sua collega di lavoro presso la struttura sanitaria venafrana, è rinchiusa in carcere, a Benevento. Posto che il Procuratore Capo, Dottor Paolo Albano, ha richiesto, per la Minchella, la sospensione dei termini di custodia cautelare, il destino processuale della donna rimane legato agli esiti dell’udienza di dopodomani e alle decisioni, in merito alla vicenda ascrittale, da parte del Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale della Provincia “pentra”. Secondo la Pubblica Accusa, all’origine raptus omicida della 46enne ciorlanese il risentimento per una mal digerita vicenda di trasferimenti e mancati tali, causa mancanza di personale, dall’Ospedale di Venafro, che l’imputata non avrebbe accettato e di cui avrebbe ritenuto responsabile la sua collega. D’accordo, ma su quali basi si reggono le accuse nei confronti ella presunta protagonista in gonnella della brutta vicenda giudiziaria di cui riferiamo? Innanzitutto, il video che, scoperto dai Carabinieri
ed acquisito agli atti, immortalerebbe l’infermiera-killer mentre acquista acido cloridrico in un esercizio commerciale della zona e il referto del R.I.S. dei Carabinieri, che avrebbero reperito tracce della stessa sostanza chimica sia sul pigiama che sul corpo della vittima. Valentino, al quale, in 22 giugno del 2016, sarebbe stato somministrato l’acido nel cavo orale tramite una siringa a spruzzo, morì una settimana più tardi presso l’Ospedale di Isernia, dove, considerato la gravità delle sue condizioni di salute, era stato trasferito.